Il primo passo è sempre quello più emozionante. Stamattina, con lo zaino in spalla e il cuore colmo di aspettativa, ho ufficialmente iniziato il mio Kalabria Coast to Coast. È un viaggio che attraversa l’anima della Calabria, dal Mar Ionio al Mar Tirreno, e oggi ho assaporato i primi contrasti di questa terra incredibile. Il viaggio è iniziato sul Lungomare Europa di Soverato. Camminare per quei primi due chilometri tra palme e oleandri, con il rumore delle onde a farmi compagnia, è stato il modo perfetto per rompere il ghiaccio. Il tempo è stato dalla mia parte: un clima mite, l'aria fresca del mattino e una luce nitida che rendeva i colori della costa quasi irreali sebbene inizialmente ci fossero nubi sparse all'orizzonte.
Dopo un tratto sulla sabbia fino al "Tamada Beach" (uno tra i tanti lidi, oggi chiusi per la stagione invernale) , ho lasciato la costa alle spalle per puntare verso l'entroterra. Se la prima parte è stata una piacevole passeggiata in pianura, la musica è cambiata superato il villaggio Calaghena. Qui è iniziata la vera salita. Il sentiero, che alterna asfalto e sterrato, si trasforma in un’antica mulattiera che mette alla prova le gambe ma ripaga ampiamente lo spirito.
Il dislivello totale di oggi ha toccato quasi i 700 metri positivi. Fatica? Quasi nulla. Ne è valsa la pena? Assolutamente. Arrivato quasi in vetta al Monte La Rosa, mi sono fermato a riprendere fiato e lo spettacolo mi ha lasciato senza parole: una vista panoramica mozzafiato su tutto il Golfo di Squillace. Da lassù capisci davvero quanto sia profonda la connessione tra mare e montagna in questa regione. Prima di scendere verso il paese, ho fatto una piccola deviazione alla stele di Sant’Antonio da Padova, il patrono di Petrizzi, un luogo di pace assoluta che domina la vallata.
La discesa ripida mi ha condotto infine nel cuore pulsante di Petrizzi. Arrivare in Piazza Regina Elena ("al pioppo come dicono qui) è come fare un salto indietro nel tempo. Al centro della piazza svetta il maestoso pioppo nero, un monumento naturale che sembra vigilare sul borgo, accanto alla "menzalora", l'antica pietra usata per misurare le granaglie.
Sono arrivato in paese abbondantemente prima di mezzogiorno perché ho la gamba ancora molto buona, ma mi son preso il mio tempo e il mio spazio al Bar del Corso. Qui ho incontrato il Signor Pietro, con cui mi sono accordato per una passeggiata divulgativa in paese nel pomeriggio. Gentilissimo ed esaustivo, ne è valsa la pena di fare su e giù dall'Agriturismo Seminaroti, oasi di pace e serenità. Qui faccio anche cena con prodotti del territorio e condivido la tavola con altri due viandanti e racconti preziosi.
Album fotografico KCtC #1.3: da Soverato a Petrizzi





