mercoledì 26 agosto 2026

Green Line Issue su OnePlus 9 Pro

 

Ci sono guasti elettronici che arrivano con un certo preavviso. Il telefono rallenta, la batteria dura sempre meno, compare qualche messaggio inquietante e almeno hai il tempo di prepararti psicologicamente.

E poi c'è la Green Line.

Una mattina guardi lo smartphone e, senza che sia successo apparentemente nulla, ti trovi una sottilissima linea verde perfettamente verticale che attraversa lo schermo da cima a fondo. Non va via. Non lampeggia. Non dipende dall'app che stai usando. È semplicemente lì.

E la domanda viene spontanea: che cazzo è successo?

Non è una normale "riga verde"

Quella che viene comunemente chiamata Green Line Issue è un problema che interessa soprattutto i display OLED e AMOLED. Negli ultimi anni sono comparsi numerosi casi su smartphone di diversi produttori, tra cui Samsung, OnePlus e altri marchi che utilizzano pannelli OLED.

La caratteristica tipica è proprio quella: una linea verticale, generalmente verde brillante, che rimane fissa in una posizione precisa del display. In alcuni casi può essere rosa, bianca o violacea.

Il motivo per cui la linea è così perfettamente geometrica è legato alla struttura stessa dei pannelli OLED.

A differenza di un LCD, dove esiste una retroilluminazione comune, ogni pixel di un OLED produce autonomamente la propria luce ed è controllato da una complessa rete di transistor e circuiti. Un problema in uno di questi elementi o nei collegamenti che comandano il pannello può trasformarsi in una linea perfettamente verticale.

Insomma: non sono semplicemente "alcuni pixel bruciati". È il sistema che li controlla ad avere un problema.

Perché proprio verde?

È una delle cose più curiose.

Il verde è particolarmente rappresentato nelle architetture dei pannelli OLED moderni e, quando una determinata porzione del circuito di pilotaggio o dei sub-pixel rimane in uno stato anomalo, il risultato visibile può essere proprio una linea verde brillante. Non è però obbligatorio che sia verde: esistono anche linee rosa, bianche e di altri colori.

Per questo "Green Line" è diventato praticamente il nome generico del fenomeno.

È colpa di un aggiornamento?

Qui le cose si fanno interessanti.

Molti utenti hanno notato la comparsa della linea subito dopo un aggiornamento del sistema operativo. È successo anche su dispositivi OnePlus e Samsung, tanto che nel corso degli anni si è diffusa la convinzione che fosse direttamente l'aggiornamento a "rompere" lo schermo.In realtà, mentre ero in gita ho ricevuto un mini aggiornamento da 13 MB, di quelli talmente irrisori che neanche ho preso in considerazione di scrivere l'articolo. Si trattava comunque del B100P01(BRB1GDPR)

La realtà è probabilmente meno cinematografica.

Una linea che rimane fissa anche durante l'avvio del telefono è un fortissimo indizio di guasto hardware, non di un problema dell'interfaccia o di un'applicazione.

L'aggiornamento potrebbe quindi essere una coincidenza oppure, più plausibilmente in alcuni casi, il momento in cui un componente già compromesso viene portato al limite. Installare un aggiornamento può comportare attività intensa del processore e un aumento temporaneo della temperatura, ma non ci sono prove sufficienti per dire che gli aggiornamenti software siano la causa generale della Green Line.

E il caldo?

Qui arriviamo a una delle ipotesi più interessanti.

Il calore può essere un fattore di rischio.

Un display AMOLED contiene collegamenti estremamente sottili e componenti delicati. Il calore e gli sbalzi termici possono contribuire allo stress dei materiali e delle connessioni del pannello. È una delle possibili spiegazioni considerate per quei casi in cui la Green Line compare dopo periodi di utilizzo particolarmente intenso o dopo che lo smartphone si è surriscaldato.

Questo non significa però che possiamo dire:

telefono caldo = Green Line.

Sarebbe troppo semplice.

Più correttamente, il calore può essere uno dei fattori che fanno emergere un difetto o un degrado già presente.

E questo spiega anche perché due telefoni identici, usati nello stesso modo, possano avere destini completamente diversi. Sempre in gita, dal punto di vista calore lo ho stressato in più occasioni. Sia tenendolo come navigatore della macchina, sia durante le escursioni, con GPS attivo, fotocamera spesso in funzione e così via. In particolare in una delle ultime ho notato un consumo esagerato della batteria (monitorata stava tra 39.8 e 42.3 gradi mentre cercavo di ricaricarla con powerbanck)

Non è necessariamente caduto

Ed è forse la cosa più frustrante.

Una linea verde può comparire anche su un telefono senza graffi, senza vetro rotto e senza una caduta recente. Tra le possibili cause ci sono infatti difetti del pannello, problemi dei collegamenti, degrado nel tempo e stress termico, oltre ovviamente a danni fisici, pressione o umidità.

In altre parole, non bisogna aver necessariamente lanciato il telefono da un dirupo per meritarsi la Green Line.

Può semplicemente arrivare.

Perché spesso compare dopo anni?

Questa è un'altra caratteristica del fenomeno.

Un difetto di produzione può rimanere latente per molto tempo prima di manifestarsi. Un componente può funzionare normalmente per anni e poi sviluppare un problema a causa dell'invecchiamento, degli stress termici accumulati o del deterioramento di un collegamento.

È anche per questo che le testimonianze sono spesso surreali:

"Tre anni senza nessun problema e stamattina è comparsa una linea."

Non significa necessariamente che il telefono abbia deciso autonomamente di suicidarsi quella mattina. Potrebbe semplicemente essere stato il momento in cui un componente già deteriorato ha superato la soglia di funzionamento.

E dopo la prima linea?

La comparsa della prima linea non significa automaticamente che il display stia per morire completamente.

Può rimanere una sola linea per molto tempo. In altri casi possono comparirne altre, oppure possono manifestarsi ulteriori anomalie del pannello. Non esiste un conto alla rovescia affidabile.

Quindi, se compare una Green Line, la cosa più sensata è fare immediatamente un backup dei dati importanti e prepararsi all'eventualità che il problema possa peggiorare.

Non è detto che succeda. Ma sarebbe piuttosto stupido scoprire che il display è definitivamente morto prima di aver salvato il salvabile

Come capire se è davvero un problema hardware

La diagnosi casalinga è sorprendentemente semplice.

Se la linea:

  • compare sempre nello stesso punto;
  • rimane visibile indipendentemente dall'app;
  • è presente anche nella schermata di avvio;
  • compare anche dopo un riavvio;

allora è estremamente probabile che il problema sia nel display o nella sua elettronica.

A quel punto aggiornamenti, reset di fabbrica e riavvii miracolosi servono a poco. La soluzione normalmente consiste nella sostituzione del display.


La morale

La Green Line è uno di quei guasti tecnologici particolarmente irritanti perché non dà praticamente nessun preavviso e spesso non lascia nemmeno un colpevole evidente.

Non necessariamente una caduta.
Non necessariamente un aggiornamento.
Non necessariamente il caldo.
Non necessariamente un difetto presente fin dall'acquisto.

Più probabilmente, una combinazione di tecnologia del pannello, qualità dei componenti, invecchiamento e condizioni d'uso può portare un elemento del display oltre il proprio limite.

E quando succede, il telefono continua magari a funzionare perfettamente.

Solo che adesso ha deciso di avere una cazzo di riga verde in mezzo allo schermo.

Che, considerato quanto costano certi smartphone, è un modo piuttosto elegante per ricordarti che la tecnologia moderna è fantastica finché non lo è più.


The Handmaid's Tale [Stagione 5]

 

Titolo originale: The Handmaid's Tale
Anno: 2022
Episodi: 10
Stagione: 5
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Finita anche la quinta stagione di The Handmaid's Tale, la penultima, composta anche questa da dieci episodi. L'ho trovata molto lenta e, per larghi tratti, di passaggio, come se servisse più a spostare pedine sulla scacchiera in vista del gran finale della sesta stagione che a raccontare qualcosa di davvero necessario in sé.

June, nelle prime puntate, è francamente odiosa. Si vede fin troppo bene che sta vivendo un tracollo psicologico interiore, conseguenza diretta e per certi versi inevitabile di quello che ha fatto a Fred nel finale della stagione precedente, ma questo non rende più semplice starle dietro come spettatore. È una June corrosa dal senso di colpa e dalla rabbia insieme, due sentimenti che si mangiano a vicenda, e che la rendono per diversi episodi un personaggio respingente più che empatico.

Luke, di contro, mi è sembrato molto più realistico, e proprio per questo irritante. È l'unico che sembra reagire alla situazione con il buon senso spaventato di una persona normale, quello che vorrebbe solo che sua moglie smettesse di mettersi in pericolo, e ovviamente questo lo mette costantemente in conflitto con June e con quello che lo spettatore, ormai abituato alla logica della vendetta e della resistenza a ogni costo, si aspetta da lei. È irritante perché ha ragione lui, ed è scomodo ammetterlo mentre si tifa per la protagonista.

Serena e Zia Lydia sembrano invece soffrire entrambe una riscrittura piuttosto evidente dei rispettivi personaggi da parte degli sceneggiatori, con l'obiettivo neanche troppo nascosto di renderle più gradite al pubblico. Serena, incinta per gran parte della stagione, viene mostrata sempre più in bilico tra la fedeltà a Gilead e i primi, timidi dubbi personali. Zia Lydia perde ulteriormente il controllo ferreo del proprio ruolo, mostrandosi quasi materna nei confronti delle ancelle, un lato del personaggio che in realtà era già stato anticipato nella terza stagione ma che qui viene spinto ancora più in là. Capisco l'esigenza narrativa di dare più sfumature a personaggi che rischierebbero altrimenti di diventare macchiette del male, ma il rischio opposto, quello di renderli simpatici solo per calcolo di sceneggiatura, mi pare altrettanto concreto.

Per ora, con tutta la serie ormai quasi conclusa alle spalle, resta secondo me la stagione peggiore. Non manca comunque qualche episodio di peso, il filo conduttore del senso di colpa che attraversa un po' tutti i personaggi principali resta interessante, e il finale, con quel treno che si allontana verso l'ignoto e richiama volutamente l'incertezza del finale della prima stagione, lascia intuire che la sesta e ultima stagione avrà parecchio su cui lavorare.

martedì 25 agosto 2026

Pirenei e Gole del Verdon, ritorno a Piomba

 
Dopo 3660,5 km in auto e ben 261 km a piedi si conclude questa lunga avventura tra Pireni e Verdon. Grandi distanze, ma anche grandi percorsi. Per quanto riguarda l'impostazione della vacanza è stata concepita con uno stop in Provenza per non avere troppe ore di auto consecutive, le valli spagnole di Benasque e Torla sui Pirenei e la quelle francesi di Gavernie e Sain Lary Soulen, per poi ridiscendere gli ultimi giorni nuovamente nel Verdon, spezzando il viaggio con un giorno di riposo storico culturale ad Albi. Bella esperienza, tutta n solitaria e totale autonomia. Ecco la lista dei (principali) trekking giornalieri con voto da 1 a 5
 
  • Col de l'Ane 13,61 km +806m (4/5)
  • La Roqueta 8,15 km +102m (2/5)
  • Anello Ibonet 16,45 km +985m (3/5)
  • Benasque 22,61 km +1283m (4/5)
  • Camino del Solano 8,59 km +375m (2/5)
  • Cola Caballo 22,41 km +787m (4/5)
  • Faja Recon 19,65 km +603m (3/5)
  • Bujaruello 19,20 km +469m (2/5)
  • Cirque de Gavarnie 16,85 km +885m (4/5)
  • Plan d'Adet 13,61 km +1175m (1/5)
  • Neouvielle Tour 11,63 km +496m (4/5)
  • Sentier d'ocre 3,7 km +55m (1/5)
  • Sentier Bodin 18,36 km +912m (3/5)
  • Blanc Martel  18,47 km +875m (4/5) 
 

lunedì 24 agosto 2026

Sentiero Blanc Martel sul Verdon

 


Ultimo giorno di vacanza, domani si torna a casa, e ultimo trekking. Sensazionale. Faccio il celebre sentiero Blanc-Martel sfruttando la navetta, che va prenotata in anticipo, e che da La Palud-sur-Verdon porta al Chalet de la Maline, punto di partenza del percorso, per poi venirti a riprendere nel pomeriggio al Point Sublime, dall'altra parte del canyon. Il sentiero prende il nome da Isidore Blanc, maestro di scuola di Rougon, e Édouard-Alfred Martel, celebre speleologo, i due esploratori che per primi lo percorsero nel 1905, prima che il Touring Club di Francia lo tracciasse ufficialmente nel 1928.

Il percorso è molto vario, con una grande discesa iniziale che porta dritti nel cuore del canyon, poi cenge scavate nella roccia, viste mozzafiato sul Verdon che scorre sul fondo, e ben tre gallerie da attraversare, frontale d'obbligo, tra cui il celebre couloir Samson. Numerose salite si alternano alle discese lungo tutto il tragitto, che segue il corso del fiume ora a livello dell'acqua, ora sospeso più in alto sulle pareti del canyon. Con qualche deviazione in più il conto finale supera i diciotto chilometri e va ben oltre gli 800 metri di dislivello complessivo, una vera traversata più che una semplice camminata.

Chiudo così, felice, l'ultimo trekking di questo viaggio lunghissimo tra Provenza e Pirenei, con uno dei percorsi più belli e spettacolari di tutto il Verdon. Non potevo scegliere modo migliore per salutare queste montagne prima di rimettermi in macchina domani, direzione casa.

Album fotografico Sentiero Blanc Martel sul Verdon 

domenica 23 agosto 2026

Frosinone 0 - Juventus 1

 
Prima di campionato e sfrutto il mio abbonamento di DAZN con Tim. Funziona bene a sto giro, nonostante sia addirittura all'estero. Purtroppo già da questa prima partita anche quest'anno so di certo che ci sarà da soffrire. Non che si debba sottovalutare una neopromossa, ma una gara che poteva finire tranquillamente con un divario netto è terminata con una sola rete a nostro vantaggio e la solita fase di sofferenza nel finale. Nel primo tempo abbiamo anche giocato bene, ma se davanti alla porta non le metti dentro diventa davvero dura. Molto dura. Ed anche se nel secondo tempo non continui a creare, ma piuttosto usi una certa leggerezza. Viviano in porta si è comportato bene, facendo ciò che deve fare (con Di Gregorio probabilmente avremmo pure preso gol), anche se poi abbandona il campo per crampi (?) o infortunio. Tornano Douglas Luiz (benino) e Kolo Muani (male visto che si è mangiato due reti fatte). Yildiz secondo me impallato è impalpabile, l'altro turco sulla fascia insomma, diamogli fiducia. Locatelli da squadra di salvezza fa comunque il suo. C'è ancora tanto lavoro per Spalletti, che fa spallucce. Almeno abbiamo tre punti e si è visto un bel primo tempo. 

Rougon, Castellane e Trigance

 


Giornata a metà tra cultura, escursioni e pieno relax. Da La Palud-sur-Verdon mi dirigo alla vicina Rougon, uno dei luoghi di riferimento in tutta la zona per osservare i grandi rapaci del Verdon. Da qui,  oggi vola una colonia di oltre trecento coppie di grifoni, ma io non ne ho visto neanche uno. Neppure facendo il verso di richiamo. Mi godo un po' di birdwatching improvvisato, ma un po' so ciecato, un po' c'è il sole in fronte se guardo dove dovrebbero planare e sinceramente non mi appaiono. Vedo per tre o quattro gatti. Poi mi rimetto in marcia verso Castellane, percorrendo una strada bellissima, tutta curve e canyon, che segue da vicino il corso del Verdon.

A Castellane mi prendo il tempo di girare le viuzze del centro storico, prendere qualche regalino da portare a casa, e poi affrontare un mini trekking, con una salita niente male, fino alla chapelle Notre-Dame du Roc, arroccata su uno sperone calcareo che domina il paese da quasi duecento metri d'altezza. Il sentiero costeggia gli antichi bastioni medievali passando accanto alla Tour Pentagonale, tra oratori di pietra che scandiscono la salita quasi come una piccola via crucis, fino ad arrivare in cima, dove la chiesetta esiste fin dal Duecento anche se l'aspetto attuale risale solo alla fine dell'Ottocento. Da lassù il panorama è di quelli che ripagano ogni goccia di sudore, con Castellane raccolta ai piedi della rupe e il Verdon che scorre poco più in là.

Pranzetto in paese, poi un il giro lungo in auto fino a Trigance, dove il mio albergo è dotato pure di piscina, e lì mi concedo un pomeriggio di relax totale, meritato dopo giorni e giorni di sentieri, salite e trasferimenti. A volte anche il dolce far niente ha il suo peso specifico in un viaggio come questo.

Album fotografico Rougon, Castellane e Trigance