domenica 6 settembre 2026

Juventus 1 - Milan 1

 
Già alla terza uno scontro diretto dei nuovi poveri che provano a tornare tra i ricchi. Primo tempo non eccezionale, ma neanche da buttare con la Juve che fa la partita ed ha le maggiori occasioni senza rischiare niente. Nulla di trascendentale, ma il nostro portiere non tocca un pallone esattamente come Kolo Muanì. Arrivano comunque due conclusioni al limite del pericoloso che avrebbero potuto portarci in vantaggio. Secondo tempo sulla falsariga del primo e dopo dieci minuti il palo salva la porta del Milan. Poi come se niente fosse arriva il vantaggio immeritato del Milan. D'altra parte però se non si tira in maniera migliore è impossibile segnare. E l'unica mossa vincente di Spalletti è quella di mettere Gatti come centravanti che pareggia nei minuti di recupero. Restano due squadre di poverini. 

Elba, non solo spiagge #31 (Strega e Volterraio)

 
Nuovo giorno, nuovo trekking. Ed anche oggi una lotta contro il caldo. Da Rio Elba, giro in paese e per gli storici lavatoi, poi direzione Eremo di Santa Caterina. Da qui saliamo per intercettare l'innesto della onnipresente GTE per salire la cima del Monte Strega. Cresta fino al bivio della strada del Volterraio. Ma niente ci ferma e saliamo anche alla fortezza per un secondo suggestivo trekking panoramico. Una volta sistemati e riprese le nostre cose visita a Portoferraio e ritorno a casa. 

sabato 5 settembre 2026

Elba, non solo spiagge #30: Monte e Mare

 
Uno dei miei cavalli di battaglia preferiti come escursioni qui all'Elba è l'anello scelto per oggi. Percorso completo, non troppo lungo, ma neanche esauribile in pochi istanti, bel dislivello senza stramazzare, roccette, bosco, panorami mozzafiato, una cima, un santuario, un paese, una spiaggia. Insomma si può avere e fare di tutto partendo da Porto Azzurro e salendo verso il collegamento con la GTE passando dal Conad e dall'Arrighi per poi arrivare a Cuore e Terra. Proseguiamo dopo una lunga e asfissiante salita verso la Croce seguendo il famoso 205 ed ammirando roccette e caprette. Discendiamo via bosco a zig zag e piccola sosta al Santuario del Monserrato e poi via dritti per il mare e un tuffo alla spiaggia di Barbarossa. Infine di nuovo a Porto Azzurro attraverso la passeggiata Carmignani. Serata a Rio Marina.

venerdì 4 settembre 2026

Elba, non solo spiagge #29 (giro in scooter)

 
Dopo aver condiviso il traghetto con niente popò di meno che Giani, avevo voglia di tornare in continente. Ma ormai ero al di là del canale e ho deciso di continuare con il piano A. Lo racconterò velocemente perché domani mi aspetta un lungo trekking ed ho già sonno. Tocchiamo in un unico pomeriggio alcuni dei punti nevralgici dell'isola. Dopo essere scesi a Rio Marina, saliamo a Rio Elba presso Casetta degli Aranci dove posiamo quasi tutti i nostri averi. Da lì inizia il tour su due ruote con il Volterraio, Portoferraio, Procchio, Marciana Marina, Poggio, Marciana, Patresi, Chiessi, Pomonte, Fetovaia, Seccheto, Cavoli, Marina di Campo, Lacona ed infine Capoliveri. Qui aperitivo e quindi cena per poi riprendere in notturna con Porto Azzurro e chiudere l'anello con Rio.

(poche foto perché guidavo) 

giovedì 3 settembre 2026

Black Flag - Damaged



Artista: Black Flag
Anno: 1981
Tracce: 15
Formato: CD
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Jack: VIKI, spiega perchè questo album che tengo in mano è finito nella mia collezione privata casalinga:

VIKI: Se dovessi consigliare un solo disco per spiegare cosa significhi davvero la parola punk, senza tutta la patina da salotto buono che ormai si porta dietro, punterei dritto su Damaged dei Black Flag. Uscito sulla SST nel 1981, è il loro primo album vero e proprio, e arriva dopo un paio di tentativi falliti e un giro di cantanti che definire turbolento è poco. Alla fine il posto lo prende un ventenne di Washington DC che fino a poco prima faceva il fan sfegatato della band, tale Henry Rollins, che si ritrova catapultato in studio con appena qualche settimana di rodaggio alle spalle.

La cosa curiosa è che la maggior parte delle basi strumentali era già stata registrata prima del suo arrivo, quindi Rollins si è trovato a dover sovraincidere la voce su tracce pensate per un altro cantante, e nonostante questo il risultato suona come se fosse tutto nato insieme, di getto, con quella rabbia che non concede pause. Chitarra di Greg Ginn, basso di Chuck Dukowski, seconda chitarra di Dez Cadena passato dal microfono alla sei corde, batteria del misterioso Robo. Un quintetto che in poco più di trentaquattro minuti butta giù il manifesto dell'hardcore americano.

Dietro l'uscita del disco c'è anche una storia da manuale di quanto la musica desse fastidio a chi contava i soldi. La Unicorn Records, che doveva distribuirlo tramite la major MCA, si tira indietro all'ultimo perché il presidente della MCA lo giudica un disco anti genitori. I Black Flag, con la faccia tosta che li ha sempre contraddistinti, vanno di persona allo stabilimento di stampa e appiccicano sopra le copie già pronte degli sticker con su scritto, testuale, che da genitore lo trovavano un disco anti genitori. Alla fine il disco esce per conto proprio sulla SST di Ginn, e quella storia lì dice già tutto sullo spirito del gruppo.

Musicalmente Damaged non lascia respiro. Brani come Rise Above, Six Pack, Thirsty and Miserable o Depression parlano di paranoia, alcolismo, isolamento, disagio mentale, con un'urgenza che non ha nulla di calcolato. Rollins non canta, sbraita, e lo fa con una credibilità totale perché quelle cose evidentemente le sente sulla pelle. Poi arriva TV Party, che è quasi comica nella sua cattiveria contro il conformismo da divano, e chiude tutto Damaged I, il primo pezzo scritto proprio da Rollins, rallentato e quasi da spoken word, che suona come una confessione buttata lì senza filtri.

Perché avere questo cd in casa sia una buona cosa, secondo me, è presto detto. Non è un disco che si ascolta per piacere nel senso tradizionale del termine, è un disco che serve a ricordarsi che la musica può ancora essere pericolosa, scomoda, urgente, prima che diventasse un prodotto da playlist. Io vengo dal metal, quindi la mia formazione è fatta di epica, tecnica, atmosfere, e l'hardcore per natura va nella direzione opposta, essenziale e sporco. Eppure Damaged mi ha sempre insegnato qualcosa che il metal più ricercato a volte perde per strada, cioè che a volte bastano tre accordi urlati con sincerità per dire più cose di un assolo di otto minuti. Tenerlo in casa è un modo per non dimenticarselo.

mercoledì 2 settembre 2026

La Casa Di Fragola (2021)




Regia: Albert Bitney, Kentucker Audley
Anno: 2021
Titolo originale: Strawberry Mansion
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.5)
Pagina di I Check Movies
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Distopia molto particolare, onirica, che ho amato soprattutto per come riesce a fare del basso budget il suo punto di forza, costruendo una scenografia retrò davvero d'impatto. L'ambientazione e l'estetica sembrano fatte a mano, il futuro improbabile richiama l'analogico pastelloso, e visivamente hanno ottenuto una grana sporca, patinata e leggermente distorta, che rimanda proprio al look delle vecchie cassette.

La palette cromatica è vivace, pastello e contrastata, lontana dai toni cupi di molta fantascienza indie contemporanea. Si vedono cieli rosa, interni saturi, oggetti colorati e una scenografia piena di cianfrusaglie e decorazioni d'epoca, tutte accumulate come in un archivio impossibile da riordinare. La casa stessa è arredata con mobili vintage e oggetti di epoche passate, e ne esce un futuro che sembra fermo nel tempo, come un presente alternativo anni ottanta o novanta proiettato in avanti.

Il tutto ha un'atmosfera da fiaba oscura, un collage di sogni dimenticati fatto di animazioni in stop motion, personaggi grotteschi e inquadrature che sembrano quadri animati più che scene di un film vero e proprio. Ci ho visto dentro parecchio Terry Gilliam, quella stessa capacità di rendere l'artigianale spiazzante invece che dozzinale, quel gusto per il grottesco tenero che non fa mai paura sul serio ma resta comunque perturbante. È un mondo sospeso, né pienamente reale né pienamente digitale, dove il vecchio, inteso come formato, come oggetto, come consistenza fisica, diventa la chiave per rappresentare l'inconscio.

Il rovescio della medaglia è che la trama, purtroppo, è un po' deboluccia, e nonostante il film sia breve alcune sezioni, in particolare quelle più oniriche, si allungano decisamente troppo rispetto a quello che hanno da dire. Resta comunque un'esperienza visiva che vale la pena di farsi, di quelle che si guardano più per lasciarsi attraversare dalle immagini che per seguire una vera storia.