mercoledì 31 dicembre 2025

Ultimo dell'anno alle Gole del Raganello

 

Quarto giorno. Ed è anche l’ultimo dell’anno. Il calendario dice 31 dicembre e il viaggio entra nella sua fase finale.

Oggi ci spostiamo direttamente in Calabria. Ieri abbiamo scavallato a piedi dalla Basilicata, oggi invece cambiamo regione in modo più lineare. Si parte da Civita per un anello fatto di continui sali e scendi, con lo sguardo e i passi sempre attratti dalle splendide Gole del Raganello, patrimonio UNESCO.

Il vento è gelido e il freddo si fa sentire, ma la giornata è piena di sole. Una di quelle combinazioni perfette: luce limpida, cielo pulito e paesaggi che sembrano ancora più netti. Camminiamo avvolti dal silenzio e dalla roccia, salutando così, passo dopo passo, questo 2025.

È un modo semplice e sincero di chiudere l’anno: all’aperto, in movimento, senza fuochi d’artificio ma con panorami che valgono molto di più.

La sera lo festeggiamo a modo nostro, tornando nella piccola ma accogliente Rotonda. Niente grandi eventi, solo gente del posto, chiacchiere, calore umano e la sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto.

Un ultimo giorno che non chiude soltanto un viaggio, ma anche un anno. E lo fa nel modo migliore possibile. Il miglior 2025 di sempre.

Album fotografico Ultimo dell'anno alle Gole del Raganello 

martedì 30 dicembre 2025

Monte Pollino, Pollinello e Gaudolino

 

Terzo giorno. Oggi si sale di quota. E si capisce subito che sarà tutta un’altra storia.

Paesaggi innevati ovunque, luoghi che sembrano sospesi e rumori attutiti dal bianco. La neve cambia tutto: i colori, i tempi, perfino il modo di camminare. È uno di quei giorni in cui ti viene naturale parlare a bassa voce.

Partiamo dal Colle dell’Impiso e raggiungiamo il Piano di Gaudolino, già di per sé un posto che merita la gita. Da lì decidiamo di salire anche sul Monte Pollino, seguendo la via normale, che normale lo è solo sulla carta: il percorso è comunque intriso di neve e ghiaccio.

Lungo la salita attraversiamo ancora una volta alberi maestosi e storici, presenze silenziose che sembrano lì da sempre e che probabilmente ci sopravviveranno senza accorgersene. Il paesaggio è severo ma mai ostile, anzi, invita ad andare avanti.

Arrivati in alto ci fermiamo sulla vetta del Pollinello, il punto perfetto per una pausa lunga. Davanti a noi si apre una vista mozzafiato, ampia, pulita, di quelle che ripagano ogni passo e ogni dito intorpidito dal freddo.

Da lì decidiamo di tornare indietro, senza forzare oltre. Il trekking non è tecnicamente impegnativo, ma tra neve, quota e lunghezza del percorso ci riempie l’intera giornata, lasciandoci addosso quella stanchezza buona che non pesa.

Si rientra con la sensazione di aver vissuto il Pollino nella sua versione più pura. Silenziosa, bianca, memorabile.

Album fotografico Monte Pollino, Pollinello e Gaudolino 

lunedì 29 dicembre 2025

Area Faunistica del Cervo e Torrente Peschiera

 

Secondo giorno. Considerando che siamo entrambi ancora convalescenti dall’influenza, decidiamo saggiamente di non partire subito a bomba. Meglio ascoltare il corpo e andarci piano, almeno all’inizio.

Facciamo quindi qualche chilometro in più in auto, ma scegliamo un trekking semplice e a bassa quota, ideale per rimettere in moto le gambe senza esagerare. La destinazione è l’area faunistica del Cervo, che percorriamo praticamente tutta ad anello, anzi a palloncino. 

Di cervi non ne vediamo perché vedono loro prima noi , ma le tracce sul terreno raccontano una presenza costante. Dal vivo, invece, incontriamo mufloni e cinghiali, che non è certo un ripiego. Il percorso segue in parte il tracciato del Torrente Peschiera e attraversa il suggestivo Bosco Magnano.

Lungo il cammino ci sono diversi punti in cui è possibile avvicinarsi a piccole cascate. Si passa sotto o accanto a alberi secolari caduti, a volte direttamente sul letto del fiume, altre più comodamente sul sentiero. Tutto è naturale, niente è addomesticato, ed è proprio questo il bello.

Il bosco è dominato da mastodontici faggi secolari, presenze silenziose e imponenti. Tra tutti spicca “Il Patriarca”, con i suoi 32 metri di altezza, che sembra più una cattedrale vegetale che un semplice albero.

Scendendo di quota si incontrano le affascinanti Marmitte degli Elfi, mentre il manto di foglie bagnate, illuminato dai raggi del sole che filtrano tra i rami, trasforma il bosco in qualcosa di decisamente incantato. Uno di quei luoghi in cui rallenti automaticamente il passo, anche se non ne avresti bisogno.

Un giro tranquillo, perfetto per riprendere fiato e confidenza con il Pollino. La sensazione è chiara: il bello deve ancora venire.

Album fotografico Area Faunistica del Cervo e Torrente Peschiera 

domenica 28 dicembre 2025

Arrivo al Parco del Pollino

 

Primo giorno di gita. Io e Zizzy, zaini pieni e aspettative pure.

Partiamo di buon mattino, di quelli in cui il caffè serve più a rimettere in moto il cervello che il corpo. Il viaggio è lungo — circa sette ore, soste non comprese — ma fila liscio fino a quando finalmente arriviamo nel Parco Nazionale del Pollino.

Giusto il tempo di realizzare che siamo davvero in vacanza ed ecco spuntare la paletta dei carabinieri. Controllo rapido, qualche battuta e la "classica" domanda se siamo lì a trovare i parenti. No, tranquilli: siamo qui apposta per camminare, respirare e perderci nella natura.

Fa freddo, sì, ma niente di proibitivo. In alto si vede la neve, l’aria è frizzante e sorprendentemente il clima è più clemente di quanto immaginassi. Pensavo decisamente peggio. Invece è uno di quei freddi onesti, che si fanno sentire senza risultare fastidiosi.

Ci sistemiamo nel nostro chalet e facciamo subito amicizia con Michele, il proprietario, uno di quelli che in pochi minuti riesce a farti sentire a casa. Il camino acceso aiuta, il vino fa il resto. A completare il quadro c’è anche un’altra coppia pugliese: atmosfera rilassata, chiacchiere lente, tutto al posto giusto.

Prima che il sole scompaia del tutto, usciamo per un giretto semplice nei dintorni, giusto per sgranchire le gambe e goderci il tramonto. Colori netti, silenzio vero, aria pulita. Il Pollino comincia a farsi sentire, senza alzare la voce.

Con il buio decidiamo di fare un salto a Rotonda, tipico paesino della Basilicata e punto nevralgico per esplorare il Parco. Molte luci, poche persone se non nei , quell’atmosfera sospesa che solo certi borghi sanno regalare.

Si rientra allo chalet stanchi il giusto, con quella sensazione bella di inizio viaggio, quando sai che il meglio deve ancora arrivare.

Domani inizieranno le nostre escursioni.

Album fotografico Arrivo nel Parco del Pollino 

sabato 27 dicembre 2025

Pisa 0 - Juventus 2

 
Prima del risultato e della partita, tengo a ringraziare Roikin. Infatti, appena saputo essere allo stadio come doppio tifoso, gli ho chiesto un autografo da parte di Yildiz. E lui magicamente me lo ha mandato. Tornando alla gara invece abbiamo visto un primo tempo con pochi spazi per la Juventus, ma nessuna chiara occasione da rete nonostante lo strapotere fisico e tecnico. Il Pisa si difende bene anche se in alcune occasioni lascia a desiderare (non sarebbero quasi ultimi altrimenti), ma la Juve non ne approfitta mai ed anzi sono i nerazzurri ad essere più pericolosi con una traversa nel finale. Tanta pressione, ma troppo traffico da parte nostra e pochi fatti. Nella ripresa iniziamo male e prendono nuovamente un palo (poi pure noi), siamo forse meno intensi, ma con i cambi ci ritroviamo ad essere più pericolosi. Negli ultimi venti minuti chiudiamo però la gara e portiamo a casa tre punti preziosi. 

Introduzione al Pollino(i) ed al Kalabria Coast to Coast


 Quest'anno il mio Cammino Del Poverino giunge alla sua IV edizione ufficiale, ma porta con sè grandi novità. Partiamo dall'organizzazione che è stata rimaneggiata e modificata più di una volta: il cammino scelto infatti è stato il Kalabria Coast to Coast, che per brevità (solo tre tappe) e distanze da Piomba doveva prevedere sicuramente numerosi spinoff o un preludio di un certo livello. Iniziato a lavorarci su a settembre non sapevo ancora giorni di ferie, disponibilità e soprattutto se fossi stato da solo a questo giro. Ho studiato e previsto più possibilità, grazie anche alla presenza di Zizzy che mi ha dato l'idea iniziale di includere il Parco del Pollino per spezzare il viaggio. Questo, in corso d'opera si è rivelato poi essere un pilastro portate della gita, croce e delizia però, visti i numerosi luoghi da visitare per rimanere a bocca aperta e la presenza di neve e ghiaccio nelle quote più alte durante il periodo invernale. Devo ammettere che non è stato semplice per i numerosi imprevisti che avrei potuto trovare lungo il cammino organizzativo . Più volte ho modificato le date del Cammino stesso, più volte abbiamo aggiunto o eliminato giorni per il "preludio" del Pollino. E visto che saremo noi, lo ho ribattezzato Pollino(i). La partenza adesso è per domani, causa influenze, febbri, tossi che ci hanno fatto rinviare di un giorno l'arrivo a Rotonda, in Basilicata. Piccolo paesino di tremila anime ci ospiterà per i prossimi cinque giorni, in cui abbiamo già stilato una decina di possibili itinerari trekking da fare e da scegliere in base alle condizioni atmosferiche. Viaggiare con Zizzy è un valore aggiunto inestimabile perchè sa organizzare, si sa adattare come poche altre persone e soprattutto in totale sintonia con me ed io con lei. Mi accompagnerà quindi nella prima parte di questo viaggio, poi le nostre strade si separeranno (solo per pochi giorni): io proseguirò per Lamezia Terme e da qui proseguirò in treno per Soverato da cui inizierò il Cammino del Poverino parte IV. Le tappe del Kalabria Coast to Coast saranno le seguenti:
  1. Soverato - Petrizzi (13,3 KM 716m+ 327m-)
  2. Petrizzi - Monterosso Calabro (23,5 KM 979m+, 1085m-)
  3. Monterosso Calabro - Pizzo ( 19,1 KM 585m+ 864m-)