lunedì 6 aprile 2026

Juventus 2 - Genoa 0


 
Articoletto veloce perchè mi annoio, ma voglio comunque tenere traccia dei passi buoni o di quelli falsi fatti dalla Juventus, in questo Campionato. Anche perchè ormai solo questo è rimasto, essendo usciti dalle altre competizioni. Vista in differita in nottata, ma senza sapere il risultato, mi son goduto un ottimo primo tempo. E mi son fatto anche fregare dalle reti bianconere e dal gioco votato in attacco. Credevo potesse finire in goleada. Invece ci siamo fermati e abbiamo portato avanti un secondo tempo tedioso e giocato male. Comunque tre punti importanti che ci consentono ancora di sperare nel quarto posto. 

Il ritorno a Pasquetta

 
Prendiamola con senso zen, anche quando non tutto va per il verso giusto. Torno dalla mia breve vacanza elbana con una nave della mattina che mi porta a Piombino. Posso rivedere Zizzi e passare il giorno di festa con le ed altri amici. Abbiamo tempo per fare diverse cose tra cui incontrarci a Baratti per vedere il pratone infestato di ex noi con palloni, palline, aquiloni e forse droni e farci una breve passeggiata prima di pranzo. Con il senno di poi ci sarebbe stato tempo anche per salire sulle Apuane, volendo. Infatti il pranzo si è rivelata una lunghissima ed estenuante attesa per avere un semplice "birraepanino". Ma vabbeh, quel che è fatto è fatto e poco importa se in realtà è stata una merenda. Proseguiamo tutti e sei verso una nuova passeggiata, questa volta in pineta al Lago Verde e ci svacchiamo sulla spiaggia per digerire. Ultima puntatina sul calar del sole nella ridente Populonia (stazione) dove la genuinità vince su tutto.

domenica 5 aprile 2026

Elba: non solo spiagge #28 (Promontorio di Capoliveri)

 

Pasqua. Niente pranzo della tradizione, niente tavolate, almeno non oggi. Prima si cammina.

Il promontorio di Capoliveri è uno di quei posti che non deludono mai, e la scelta di farne un anello panoramico per il giorno di Pasqua è stata più che azzeccata. Il territorio qui porta ancora i segni delle vecchie miniere di ferro, pirite, ematite, che per secoli hanno definito l'economia di questa parte dell'isola. I tracciati che seguono il promontorio sono gli stessi su cui ogni anno si disputano le gare di Mountainbike che hanno reso Capoliveri famosa nel mondo del ciclismo off-road: sentieri tecnici, cambio continuo di quota, panorami che si aprono e si chiudono tra la macchia con una frequenza quasi ritmica. A piedi si gode tutto questo con un ritmo diverso, più lento, più consapevole. Meno faticoso soprattutto. 

A metà percorso, pausa pranzo alla spiaggia di Buzzancone. Quasi deserta, come ci si aspetta da una spiaggia elbana a Pasqua, ancora troppo presto per i bagnanti, giusto in tempo per chi preferisce il silenzio. Un buon posto per fermarsi, mangiare qualcosa e guardare il mare senza fretta.

Si chiude il cerchio risalendo verso il promontorio e tornando a Capoliveri, uno dei borghi più belli dell'isola con strade strette, vicoli in salita, quella sensazione di paese che non ha ancora perso la sua misura. Un giretto tra i vicoli per concludere la giornata, prima di rientrare alla base.

Album fotografico Promontorio di Capoliveri 

sabato 4 aprile 2026

Elba: non solo spiagge #27 (Mar di Capanne e Ramerino)

 

Secondo giorno, e la primavera ha deciso di fare sul serio. Temperatura in salita, vento quasi azzerato, luce piena. Il tipo di giornata in cui non si può stare fermi.

La mattina parte da Porto Azzurro. Seguo un anello in senso orario che porta prima all'Azienda Agricola Arrighi con vigne e macchia in uno dei panorami più riconoscibili dell'Elba orientale e poi si ricollega alla tratta principale della GTE presso Terra e Cuore. Fin qui tranquillo. Poi mi stacco dal sentiero principale e imbocco il famoso 205, segnalato come EE, escursionisti esperti come Jack, con due brevi tratti attrezzati con cavo d'acciaio. La destinazione è la cima del Monte della Croce, che sulla carta topografica risponde al nome di Mar di Capanne. Vista stupenda. Non c'è nemmeno da specificarlo anche a questa altezza irrisoria sull'isola, con questa giornata, sarebbe strano il contrario. La discesa avviene lungo i tornanti nel bosco, piacevole e ombreggiata, fino al Santuario del Monferrato. Chiuso, neanche a dirlo, nonostante i tanti turisti in giro. L'anello si chiude passando per la spiaggia di Barbarossa e il sentiero Carmignani, che costeggia il carcere e riporta in paese. Tredici chilometri in tutto.

Tredici chilometri che evidentemente non bastano, perché è ancora presto. Scooter, cambio di zona, e secondo trekking della giornata. Mi sposto al Cavo e opto per un anello che tocca la Cala delle Alghe, segue il sentiero del Ramerino con profumo garantito, passa dal Mausoleo Tonietti e ridiscende al mare. Niente di impegnativo, ma il giusto per chiudere la giornata in bellezza senza lasciare troppo presto i sentieri.

Due trekking, due zone dell'isola, un sacco di primavera. Si potrebbe fare di peggio per un sabato di Pasqua.

Album fotografico sul trekking di Porto Azzurro 
Album fotografico sul trekking del Cavo 

venerdì 3 aprile 2026

Elba: non solo spiagge #26 (Monte Strega a Rio)

 

Rieccoci con la rubrica Elba: non solo spiagge, che come ogni buona tradizione si ripete volentieri. Questa volta con la scusa delle ferie pasquali, e con la convinzione ormai consolidata che la primavera sia il momento migliore per venire sull'isola, almeno per chi ci viene per camminare, respirare e guardare il paesaggio piuttosto che per stare in spiaggia. I turisti da ombrellone non ci sono ancora, il traffico è umano, e il resto è tutto lì.

Il traghetto mi porta a Rio Marina, lo scooter mi porta alla Casetta degli Aranci, i bagagli trovano il loro posto, e nel giro di poco è già ora di uscire. Nessun programma elaborato per il primo giorno: un trekking corto, vicino casa, giusto per sgranchirsi le gambe e ricalibrare il passo dopo il viaggio.

L'obiettivo è il Monte Strega, salita breve ma soddisfacente, seguita da un punto panoramico che vale da solo la fatica. Di fronte, il Volterraio che svetta scenicamente con la sua rocca, uno di quei posti che ogni volta fa lo stesso effetto, come se non lo si fosse già visto decine di volte. Sotto, la baia di Portoferraio che si apre larga e calma. L'aria è pulita, il vento ha spazzato bene, e in questa giornata limpida  si distinguono senza fatica Capraia, Gorgona e più in là la Corsica. Incontro altri camminatori lungo il sentiero ( erano sulla prima tappa della GTE, la Grande Traversata Elbana) e li aiuto a mettere un nome alle sagome sull'orizzonte. Piccolo contributo da residente temporaneo. Li ho raggiunti e superati volontariamente in realtà, per bearmi. Piccolo atto di superbia per Jack. 

Si torna alla base con i profumi di primavera ancora nelle narici della macchia mediterranea, terra umida, qualcosa che sa di ginestra. Il modo migliore per iniziare una serie di giorni qui.

giovedì 2 aprile 2026

Slash's Snakepit - It's Five O'Clock Somewhere

 
Artista: Slash's Snakepit
Anno: 1995
Tracce: 14
Formato: Cd
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Come i più attenti avranno notato, in questo 2026 sto dando molto più spazio alla musica di quanto non  abbia fatto in passato e sto cercando di pubblicare pensieri e parole sulla mia vecchia collezione di album, sempre per averne traccia. Spesso capito dischi che ho ascoltato poco o a cui ho dato poco valore perchè non rientravano completamente nei miei gusti musicali, ma c'è quasi sempre stata (oltre alla componente "collezione") la voglia di scoprire ed ampliare il mio raggio d'azione, pur rientrando in comparti musicali che potessero essere compatibili con i miei gusti. A quei tempi però si navigava un po' a braccia, a sensazioni, a consigli da parte di amici e conoscenti o semplicemente per "vicinanza". Così, una volta "esaurita" la linea Guns, era impossibile non passare a recuperare pezzi da solisti come l'avventura intrapresa da Slash. Ricordo che fu ospite in un programma televisivo musicale (forse trasmesso da TMC? o Italia Uno?) in cui fece un paio di pezzi (al massimo) in unplugged e già pensai che si trattava di uno "spinoff" che non potevo lasciarmi sfuggire. D'altra parte alcune tracce erano state scritte, e poi bocciate, per i Guns ed anche i componenti stessi della "nuova" band avevano legami abbastanza forti con il passato: Gilby Clark era in The Spafhetti Incident? così come Sorum che batteva anche per il doppio Use Your Illusion (I e II) e la presenza di Reed in alcune canzoni, senza contare che testi e musica appunto erano il risultato anche dello sforzo di un po' di tutti. Prendendola un po' larga si poteva dire che erano i Guns senza Rose... Se vogliamo fare un'analisi musicale sull'album poi viene fuori una sorta di somiglianza ad un hard rock più puro, simile a quello apprezzato in Appetite. Anche se allora come oggi, ritengo questo album diversi gradini sotto. Ovviamente presentarlo come una copia del vecchio hard rock dei Guns sarebbe non solo un sacrilegio, ma anche poco veritiero, visto che le influenze blues di Slash sono molto evidenti qui e così ha maggior senso considerarlo come un album slegato dal vecchio progetto. Per me fu una ciliegina sulla torta, anche se lo ho sempre preso in considerazione come un disco minore.