Ultimo giorno sui Pirenei e non potevo che chiudere in bellezza. I paesaggi di montagna che cercavo anche ieri li ho finalmente trovati nella riserva naturale di Néouvielle, con il giro, anzi il tour dei cinque laghi. Parto dal rifugio Chalet d'Oredon e attacco subito la salita tra i pini, un sentiero ripido segnato dai bolli bianchi e rossi del GR10, che porta fino al Col d'Estoudou con una vista già di per sé notevole. Da lì proseguo nel bosco fino al lago di Aumar, che costeggio per un tratto prima di lasciare i segnavia del GR10 e deviare verso il lago di Aubert, e poi scendo in parallelo verso Les Laquettes, una serie di piccoli laghi che costeggio quasi rasente all'acqua. Continuo la discesa tra i pini, seguendo il fiume nella sua caduta vertiginosa fino al lago di Oredon, dove chiudo l'anello risalendo il breve tratto che riporta al rifugio di partenza. Qui una omelette con i funghi non me la leva nessuno. Me la sono presa con calma, godendomi ogni singolo passo, e sono davvero soddisfatto, la giornata di montagna che cercavo da un po' me la sono presa tutta oggi.
Nel pomeriggio, per non farmi mancare niente, raggiungo il Gouffre d'Esparros, un vero e proprio giardino sotterraneo scoperto nella sua interezza nel 1938 dallo speleologo Norbert Casteret, celebre soprattutto per la quantità e la varietà dei suoi cristalli di aragonite, minerale che qui assume forme che ricordano fiori di pietra, coralli bianchi o piccoli cavolfiori translucidi, cresciuti goccia dopo goccia nell'arco di oltre centosessantamila anni. Dentro si sta sui tredici gradi tutto l'anno, un bel contrasto rispetto al caldo di fuori, e passeggiare tra quelle gallerie silenziose, tra piccoli laghi immobili e colonne di calcite, è un modo perfetto per chiudere le gambe dopo tanti chilometri di sentieri e aprire la mente a un mondo completamente diverso, quello che si nasconde sotto le stesse montagne che ho attraversato in questi giorni.
La gita però è ancora lunga, ma essendo l'ultimo giorno sui Pirenei, questa sera scendo comunque a Saint-Lary-Soulan, dove trovo il paese in festa, tra luci, bancarelle e gente per strada, un piccolo assaggio di vita locale prima di lasciare definitivamente questa catena montuosa che in dieci giorni mi ha regalato davvero di tutto, dal caldo assurdo arrivando dalla Provenza al fresco dei laghi pirenaici, passando per camosci, lupi che poi erano cani, e discese di sassaia che ricorderò a lungo.
Album fotografico stay tuned perché non ho caricato le foto




