sabato 9 maggio 2026

Libri letti dal 2016 al 2025


 
Sì vabbeh, lo so. Non è gennaio e nessun si ricorda della mia vecchia rubrica in cui ogni anno scrivevo qualche dato stati stico sulle mie letture. Che nel corso degli anni hanno avuto tale calo, da eliminare necessità e curiosità sui romanzi messi in libreria. Non ci sono scuse, spiegazioni, motivi particolare: è semplicemente andata così. L'ultima lista riguarda quelli del 2015, che già erano meno di un al mese. Gli altri anni ( 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014), anche se in discesa, il trend era decisamente migliore. Senza stare a fare una suddivisione per anno, inserisco direttamente la lista delle letture quindi che parte dal 2016 e termina nel 2025. Dieci anni tondi. Per chi non lo ricorda tra le parentesi c'è il mio voto personale che va da 1 a 5, mentre a sto giro non inserisco la divisione tra cartacei i digitali.  E ahimè, non posso neanche più mettere la classifica degli autori più letti, perchè mancando Anobii non conosco le posizioni di quelli sotto la decima posizione...
  1. Dan Simmons - L'Estate Della Paura (4)
  2. David Baldacci - Il Controllo Totale (2)
  3. Ernest Hemingway - Fiesta (IL Sole Sorgerà Ancora) (4)
  4. Paulo Coelho - Manuale Del Guerriero Della Luce (1) 
  5. Patrick Suskind - Il Profumo  (3)
  6. AA,VV -  I Predatori degli easter egg di Ready Player One - il film: Guida non ufficiale (3)
  7. Haruki Murakami - L'Incolore Tazaki Tsukuro E I Suoi Anni Di Pellegrinaggio (3) 
  8. AA. VV - Futura Lex 
  9. Giovanni Buzi - Uragano. Storia Di Un Apprendista Schiavo (1) 
  10. Nancy Kress - Nessun Domani (2) 
  11. Stanley G. Weinbaum - Un'Odissea Marziana (3) 
  12. Michel Houellebecq - Le Particelle Elementari (3) 
  13. Charles Stross - Arresto Di Sistema (4) 
  14. Lucia Patrizi - Nightbird (4) 
  15. Cixin Liu - Il Problema Dei Tre Corpi (2) 
  16. Michael Chabon - Il Sindacato Dei Poliziotti Yiddish (4) 
  17. Stephen King - Elevation (2) 
  18. Arto Paasilinna - L'Anno Della Lepre (3) 
  19. Stephen King - Joyland (3) 
  20. Jeffery Deaver - La Stanza Della Morte (3) 
  21. Thomas Wolfe - Angelo, Guarda Il Passato (4) 
  22. Frederick Forsyth - La Lista Nera (2) 
  23. Jeffery Deaver - L'Ombra Del Collezionista (2) 
  24. Jeffery Deaver - Il Bacio D'Acciaio (2) 
  25. Frank Schatzing - Limit (1) 
  26. Patricia Gibney - L'Ospite Inatteso (2) 
  27. Robert Macfarlane - Montagne Della Mente. Storie Di Una Passione (2)
  28. Vernor Vinge - Il Mondo Di Grimm (4) 
  29. Greg Egan - La Scala Di Schild (3) 
  30. Elena Di Fazio - Resurrezione (3) 
  31. Oscar Guidi - Magia E Stregoneria In Garfagnana (3) 
  32. James G. Ballard - L'Isola Di Cemento (4) 
  33. Frank Herbert - L'Imperatore-Dio Di Dune (2) 
  34. James G, Ballard . Il Mondo Sommerso (3) 
  35. Frank Herbert - Gli Eretici Di Dune (4) 
  36. Frank Herbert - La Rifondazione Di Dune (3) 
  37. Mauro Rinaldi - L'Ultima Estate (2) 
  38. Stelio Montomoli - La Strega Di Baratti (3) 
  39. AA.VV. - Giallo Sardo 
  40. Gillian McAllister - Posto Sbagliato, Momento Sbagliato (4) 
  41. Dmitry Glukhovsky - Metro 2033 (3)
  42. Dmitry Glukhovsky - Metro 2034 (2)
  43. Dmitry Glukhovsky - Metro 2035 (3)
  44. Michael Ennis - La Congiura Machiavelli (3) 
  45. Stefano Mecorio - Di passi E Di Acqua 
  46. Giampietro Stocco - La Corona Perduta (3) 
  47. Jack Vance . Naufragio Su Tschai (4) 
  48. Jack Vance - Le Insidie Del Pianeta Tschai (3) 
  49. Giovanni Burgio - Infezione Genomica (3) 
  50. Kage Baker - L'Imperatrice Di Marte (2) 
  51. Joseph Conrad - Cuore Di Tenebra (5) 
  52. Terry Miles - Rabbits (4) 
  53. Robert Reed - Un Miliardo Di Donne Come Eva (3) 
  54.  Lois McMaster Bujold - Miles Vorkosigan L'Uomo Del Tempo (3)
  55. Charles Stross - Universo Distorto (3) 
  56. Jack Vance - I Tesori Di Tschai (2) 
  57. Jack Vance - Fuga Da Tschai (4) 
  58. Tullio Avoledo - L'Elenco Telefonico Di Atlantide (4) 
  59. Tullio Avoledo - Come Si Uccide Un Gentiluomo (3)

Eccoci quindi con neanche sei libri all'anno, ma poteva andare peggio. Totale pagine lette 19413 con una media di circa 329 a libro. E con questo chiudo, ci dovremmo risentire verso gennaio del 2027 con la lista di questo anno. 

 

 

 

 

venerdì 8 maggio 2026

Colour From The Dark (2008)

 
Regia: Ivan Zuccon
Anno: 2008
Titolo originale:  Colour From The Dark
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (4.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon 
 
Film:
Premetto che all'inizio avevo quasi l'intenzione di demolirlo. In realtà, proseguendo, ho apprezzato lo sforzo di portare su schermo "Il Colore Venuto Dallo Spazio" Di Lovecraft. Operazione non semplice, come ho già notato nell'omonimo film con Nicholas Cage. Secondo me, nonostante l'apparenza troppo "casalinga" del girato, con una fotografica tutt'altro che sensazionale, la scenografia ed i costumi riescono a fare il loro dovere ed anche a sorprendere. La parte orrorifica qui vorrebbe essere quella trainante, lo fa a trattati, ma viene fuori fin da subito l'aspetto B movie. L'atmosfera inquietante, i lunghi silenzi, le scene con sangue, danno una visione meno fantascientifica di ciò che oggi si potrebbe pensare e Zuccon inserisce molto bene la carta del misticismo o del religioso, rendendo il racconto più vicino al fantastico. Insomma ha preso ispirazione e poi è andato avanti come meglio credeva. Poi vabbeh, ambientato in Italia, con attori stranieri e parlato solo in inglese...
 
Edizione: DVD
Formato in DVD con sola traccia inglese in stereo e sottotitoli in italiano. I numerosi extra dono:
  • Dietro le quinte (18 minuti)
  • Intervista al regista (7 minuti)
  • Interviste ai protagonisti (12 minuti) 
  • I Love New York (videoclip)
  • My memories of the Ghost we named Trevor (3 minuti)
  • Trailers
  • Galleria fotografica
  • "Una Favola Di Morte" (cortometraggio 19 minuti) 

56 Giorni [Stagione 1]

 
 Anno: 2026
Titolo originale: 56 Days
Numero episodi: 8
Stagione: 1
Iscriviti a Prime Video  
 
Sia chiaro, è carina, ma non eccezionale. Anche se oggi trovo una certa difficoltà nell'attaccarmi a qualche serie TV che mi prenda molto. Quelle così dette "mini serie" a stagione unica come questa forse possono darmi maggiori soddisfazioni.Sono autoconclusive, non c'è da attendere un finale che gli sceneggiatori dovranno scrivere, ed ormai quel che è fatto è fatto senza modifiche in corso d'opera. 56 Giorni si sviluppa bene con flashback e salti in avanti per farci vedere l'evoluzione del mistero che sta alla base del racconto. Un buon thriller, mischiato ad una storia romantica e ad una di amicizia. In otto episodi succede molto, ma non ci sono troppe forzature, quindi il prodotto funziona. Se vogliamo trovare il pelo nell'uovo è proprio il finale ad essere più accomodante rispetto al resto, ma a mio avviso può starci alla grande senza problemi.  

mercoledì 6 maggio 2026

The Voices (2014)

 
Regia: Marjane Satrapi
Anno: 2014
Titolo originale: The Voices
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies
Iscriviti a Prime Video   

Immaginate un mondo dove i vostri animali domestici vi parlano, dispensando consigli tra il saggio e il catastrofico, mentre la vostra mente danza sul filo tra innocenza e orrore. È l'universo distorto di The Voices, il film del 2014 diretto da Marjane Satrapi (quella del più famoso Persepolis), con Ryan Reynolds nei panni di Jerry, un operaio eccentrico che vive in una piccola città americana, lottando con allucinazioni e un passato traumatico.
Quello che rende questo film una gemma originale è proprio il punto di vista: tutto è filtrato attraverso gli occhi di Jerry, un protagonista disarmantemente ingenuo e infantile. I gatti e i cani che lo popolano diventano i veri narratori non troppo comici, con il cane Bosco che incita alla bontà e il gatto Mr. Whiskers che spinge verso il caos. È una commedia nera grottesca, sì, ma mai gratuita: Satrapi dosa il sangue e l'umorismo nero con maestria, evitando di scadere nel frivolo o nel mero shock.
Il tema centrale ovvero la solitudine della malattia mentale, vista non come mostro da demonizzare ma come un prisma che deforma la realtà  è trattato con un equilibrio drammatico raro. Non c'è moralismo pesante né risate forzate; il film mantiene un tono serio, quasi tragico, anche nei momenti più assurdi. Reynolds brilla in un ruolo camaleontico, passando da tenero perdente a figura inquietante senza forzature, supportato da un cast eccellente come Gemma Arterton e Anna Kendrick.
The Voices non è per tutti: disturba, e ti lascia con un nodo in gola. Ma è ben fatto, originale e coraggioso, un promemoria che il cinema indipendente può ancora stupire. Da recuperare su streaming per chi ama il grottesco con cervello.
 
 

Savatage - Dead Winter Dead

 
Artista: Savatage
Anno: 1995
Tracce: 13
Formato: CD
Acquista su Amazon 
 
 
Con i Savatage avevo già capito da Handful of Rain in poi che la band stava andando da un'altra parte rispetto alle origini: più sinfonica, più teatrale, con un piede sempre più vicino all'opera rock. Dead Winter Dead  è il passo successivo, e forse più ambizioso: un concept album ambientato durante la guerra in Bosnia, con Sarajevo assediata come sfondo e una storia d'amore impossibile come filo narrativo.

Il punto di partenza è reale. Jon Oliva e il produttore Paul O'Neill si ispirano a due episodi di cronaca che li colpiscono nel profondo: i cosiddetti Romeo e Giulietta di Sarajevo cioè una coppia di innamorati, lui serbo e lei bosniaca, morti abbracciati sul ponte di Vrbanja nel tentativo di fuggire dalla città  e il violoncellista Vedran Smailović, che suonava in mezzo alle rovine per onorare le vittime, sfidando le bombe con la musica classica. Da questa immagine nasce il cuore del disco: un anziano musicista che ogni notte scende in piazza e suona, mentre intorno tutto brucia. I due protagonisti ovvero il soldato serbo Serdjan e la partigiana musulmana Katrina che si ritrovano uniti da quella melodia nel caos della guerra.

Musicalmente è il disco in cui i Savatage abbandonano definitivamente l'etichetta heavy metal nel senso tradizionale. Le chitarre  affidate questa volta ad Al Pitrelli e a Chris Caffery diventano spesso un supporto alla struttura orchestrale piuttosto che il centro di tutto. Le tastiere di Jon Oliva, i cori, gli arrangiamenti classici con richiami a Mozart e Beethoven prendono sempre più spazio. Overture apre il disco con una solennità che prepara bene a quello che viene. This Is the Time e Not What You See sono i momenti emotivamente più alti, con Zak Stevens alla voce che in certi passaggi dà il meglio di sé. E poi c'è Christmas Eve (Sarajevo 12/24): strumentale, con melodie natalizie trasfigurate in qualcosa di maestoso e malinconico  il brano che avrebbe ispirato direttamente la nascita della Trans-Siberian Orchestra.

Non raggiunge le vette emotive di Streets: A Rock Opera, che rimane un loro capolavoro irripetibile. Ma tra Sirens, Handful of Rain, Wake of Magellan e Poets and Madmen, Dead Winter Dead si inserisce perfettamente in quel percorso che ha reso i Savatage una delle band più uniche e sottovalutate dell'intera storia del metal. Un disco che parla di guerra senza retorica, che trasforma la brutalità in poesia senza perdere il peso. Uno di quelli che si ascoltano dall'inizio alla fine, senza saltare niente.

martedì 5 maggio 2026

Iron Maiden - Seventh Son Of A Seventh Son

 
Artista: Iron Maiden
Anno: 1988
Tracce: 8
Formato: CD
Acquista su Amazon 


 
 
Tra tutti gli album degli Iron Maiden che ho ascoltato e recensito nel corso degli anni, Seventh Son of a Seventh Son  occupa un posto particolare. Non è il più celebrato, non è quello che si cita per primo quando si parla di loro, eppure è uno di quelli che tornano in testa più spesso, con quella sua atmosfera sospesa tra il mistico e il progressivo che lo rende unico nella loro discografia.

È il primo vero concept album della band con un unico filo narrativo che attraversa tutto il disco, ispirato ad un certo folklore quasi fantasy e costruito intorno alla figura del settimo figlio di un settimo figlio, un essere con poteri profetici condannato a vedere il futuro senza poterlo cambiare. Non è un pretesto narrativo buttato lì: la storia si sente, brano dopo brano, con una coerenza che tiene tutto insieme dall'apertura alla chiusura.

Le tastiere  e soprattutto i synth , già presenti anche in Somewhere In Times, danno al suono una dimensione quasi eterea che all'inizio sorprende e poi si rivela perfettamente coerente con il tema. Infinite Dreams non è uno dei brani più belli che la band abbia mai scritto eppure a mio avviso è di una eleganza disarmante, con quella melodia che si apre lentamente e poi esplode senza preavviso. The Clairvoyant è immediata e potente, uno di quei pezzi da live che funziona ancora meglio dal vivo. Can I Play with Madness il singolo, forse il più accessibile del disco  ha un ritornello che resta appiccicato in modo quasi irritante, nel senso migliore. E poi c'è la title track, lunga, stratificata, con Bruce Dickinson al massimo della sua forma teatrale.

È un disco che chiede un ascolto completo, dall'inizio alla fine, senza saltare. Non funziona a pezzi (infatti è difficile trovare una traccia che ho voglia di ascoltare singolarmente) funziona come un tutto unico, e in questo senso è forse l'album in cui i Maiden si sono avvicinati di più all'idea di opera rock. Mistico, come lo definisco io, è la parola giusta.