Il cadetto Harrington di David Weber è arrivato nella mia rassegna di letture Delos attraverso l'antologia "I signori della guerra", una raccolta che mette insieme tre romanzi brevi inediti di autori specializzati in fantascienza militare, curata da Bill Fawcett e uscita originariamente nel 2002 con il titolo "The Warmasters". Si tratta del primo capitolo, in ordine cronologico, della lunghissima saga di Honor Harrington, la protagonista che negli Stati Uniti conta ormai oltre una decina di romanzi e milioni di copie vendute, ma che da noi, purtroppo, resta ancora poco tradotta.
La storia segue il primo imbarco della giovane guardiamarina Honor Harrington sull'incrociatore pesante manticoriano War Maiden, tra un carico di lavoro durissimo e l'ostilità di un ufficiale superiore che sembra averla presa di mira fin da subito, fino allo scontro con dei sedicenti pirati che si rivelano essere qualcosa di ben più grande e pericoloso. Più di una volta, leggendo, ho avuto la sensazione che l'impianto fantascientifico fosse più che altro una cornice, uno sfondo su cui Weber innesta una storia che avrebbe potuto funzionare quasi identica in qualunque epoca o ambientazione, storica compresa.
Quello su cui l'autore punta davvero è l'aspetto umano: le dinamiche psicologiche, i rapporti di potere, il senso del comando e i meccanismi politici e gerarchici all'interno di una marina spaziale che, nello spirito, richiama molto da vicino le marine militari del passato. Sono queste riflessioni, più che l'ambientazione futuristica in sé, a reggere il romanzo, e lo fanno con una scrittura solida e ben calibrata. Detto questo, Weber non si limita a usare la fantascienza come semplice tappezzeria: le descrizioni della vita di bordo e soprattutto della battaglia finale sono scritte con mano sicura, e si vede la competenza di un autore che della fantascienza militare ha fatto il suo terreno di elezione.
Nel complesso un buon inizio di saga, capace di far intuire perché il personaggio di Honor Harrington abbia poi avuto una carriera editoriale così lunga e fortunata, anche se qui in Italia, almeno per ora, resta un assaggio isolato di un universo molto più ampio.




