Vomito Ergo Rum
Non lasciare che la morale ti impedisca di fare ciò che è giusto
martedì 4 agosto 2026
The Handmaid's Tale [Stagione 4]
lunedì 3 agosto 2026
Queen - The Game
È un disco di svolta, e si sente. Per la prima volta, mi suggerisce VIKI, nella loro carriera i Queen usano un sintetizzatore (un Oberheim OB-X), abbandonando quella scritta "No synthesizers!" che aveva campeggiato sulle copertine dei lavori precedenti come un punto d'onore. Cambia anche il look, con Mercury che si presenta nei video con capelli corti e baffi in quello che diventerà il suo look definitivo. È l'inizio degli anni Ottanta, e la band lo sa: il suono si fa più diretto, più radiofonico, con singoli costruiti per arrivare ovunque. I puristi storsero il naso; il pubblico rispose comprando dischi. Io, circa tre lustri dopo, facevo parte di quel pubblico.
Crazy Little Thing Called Love è rockabilly puro, scritta da Mercury in dieci minuti nella vasca da bagno dell'hotel Bayerischer Hof di Monaco di Baviera (non ero lì, ma VIKI sì) : primo numero uno negli Stati Uniti per la band. Another One Bites the Dust, scritta dal bassista John Deacon su un giro funk che ricordava da vicino certi Chic di Nile Rodgers, rischiò di non entrare nella tracklist perché Roger Taylor la trovava troppo lontana dal suono Queen; fu Michael Jackson in persona, che aveva frequentato gli studi durante le registrazioni, a convincere la band a pubblicarla come singolo. Vendette sette milioni di copie. Play the Game è la ballata più melodica, con Mercury al piano, mentre Save Me chiude il disco nel modo più malinconico e riuscito.
Non è il loro disco più ambizioso né quello con la scrittura più alta, e la seconda metà scivola senza particolari picchi. Ma ha due singoli immortali, un paio di ballate riuscite, e soprattutto ha quella voce che a metà anni Novanta bastava da sola a giustificare qualsiasi acquisto. Alcune cose non cambiano.
sabato 1 agosto 2026
TIMVISION con DAZN MyClubPass e Prime
Quindi e siete tifosi di una sola squadra di Serie A, TIM ha lanciato un'offerta che potrebbe essere una delle più interessanti della stagione.
Ho letto le condizioni economiche e contrattuali per capire come funziona davvero, al di là dello slogan pubblicitario. Ecco i punti più importanti.
Cosa comprende l'offerta
Con un unico abbonamento si ottengono:
- DAZN MyClub Pass, che permette di seguire tutte le partite di una squadra di Serie A a scelta;
- Amazon Prime, con tutti i vantaggi del servizio (Prime Video, spedizioni rapide, ecc.);
- Infinity+, con film, serie TV e la miglior partita del mercoledì di UEFA Champions League;
- TIMVISION Play.
Il prezzo
L'offerta è proposta in promozione a 9,99 euro al mese per il primo anno. Poi passa a 29,99€ al mese per il secondo.
Si tratta di un prezzo decisamente competitivo considerando tutti i servizi inclusi, soprattutto per chi non è interessato a seguire l'intero campionato ma soltanto la propria squadra.
Attenzione: è un contratto annuale
Questo è probabilmente l'aspetto più importante.
L'offerta non è un classico abbonamento mensile che si può interrompere in qualsiasi momento senza conseguenze. Il contratto ha infatti durata annuale e viene pagato tramite rate mensili.
Se si decide di recedere prima della fine dei dodici mesi, si continueranno comunque a pagare tutte le rate previste fino al termine dell'annualità.
Posso fare solo il primo anno?
Sì.
Al termine dei dodici mesi l'offerta si rinnova automaticamente, ma è possibile evitare il rinnovo inviando la disdetta almeno 15 giorni prima della scadenza annuale.
In questo modo si usufruisce dell'offerta per una sola stagione calcistica senza proseguire con il secondo anno.
Il decoder TIMVISION è obbligatorio?
No.
Molti pensano che sia necessario utilizzare il TIMVISION Box, ma non è così. Il decoder può essere tranquillamente non richiesto e tutti i contenuti possono essere fruiti attraverso le app ufficiali disponibili per:
- Smart TV;
- smartphone Android e iPhone;
- tablet;
- PC;
- Fire TV Stick;
- Chromecast;
- Apple TV e altri dispositivi compatibili.
Posso guardare le partite anche fuori casa?
Assolutamente sì.
Una volta attivato l'account DAZN, è possibile accedere anche dall'app per smartphone o tablet e vedere le partite ovunque ci sia una connessione Internet, sia tramite rete Wi-Fi sia utilizzando i dati mobili.
Non è necessario essere collegati alla linea TIM di casa.
Ovviamente ci sono da tenere in considerazione i limiti riguardanti la fruizione contemporanea del servizio. Possiamo usare un solo device per volta.
Vale la pena?
Per chi segue esclusivamente la propria squadra di Serie A, questa promozione è probabilmente una delle più convenienti attualmente disponibili.
Con meno di dieci euro al mese si ottengono infatti DAZN MyClub Pass, Amazon Prime, Infinity+ e TIMVISION Play, con la possibilità di vedere le partite anche fuori casa e senza alcun obbligo di utilizzare il decoder TIMVISION.
L'unico vero elemento da tenere presente è il vincolo annuale: se si decide di aderire, è consigliabile sfruttare l'offerta per tutta la stagione e ricordarsi di inviare la disdetta almeno quindici giorni prima della scadenza, qualora non si voglia rinnovare automaticamente per un altro anno.
Per il resto, soprattutto al prezzo promozionale di 9,99 euro al mese, si tratta di una proposta decisamente interessante per molti tifosi.
Daniel Keyes - Fiori Per Algernon
Fiori per Algernon è ormai considerato uno dei grandi romanzi del XX secolo, un capolavoro della narrativa di anticipazione: il diario di un uomo che «voleva soltanto essere come gli altri», un romanzo definito dal New York Times «magistrale e profondamente toccante», un'opera che ha ispirato film, serie televisive, musical, che ha vinto il Premio Hugo e il Premio Nebula e ha venduto oltre cinque milioni di copie nel mondo.
Nella parabola che il protagonista attraversa, tra crescita e caduta, il libro mostra con lucidità come la conoscenza, l'arte e la cultura possano dare senso e ricchezza alla vita, ma restino strutture vuote se non sono attraversate dal calore e dall'affetto di un'altra persona. La gentilezza e la fiducia di Charlie vengono continuamente calpestate da un mondo che lo deride o lo tratta come un semplice caso da studiare, con solo qualche rara eccezione capace di commuovere davvero.
Fa male pensare a quanto il diventare adulti, il maturare, somigli spesso a uno scambio ingiusto, dove si cede la purezza di un tempo in cambio di una lucidità che ci lascia esposti e indifesi. Ed è proprio in quella vulnerabilità che ogni traguardo raggiunto con la mente, ogni fatica dell'animo, mostra la sua vera natura: il segno di un bisogno d'amore che appartiene a chiunque, senza eccezioni.
Charlie Gordon, insieme al suo Algernon, non è rimasto nella mia memoria come un semplice personaggio di un libro, ma quasi come una persona reale. Credo che ciascuno di noi, a modo suo, sia un po' Charlie Gordon: sempre impegnato a far pace con quello che è stato e quello che vorrebbe diventare, sempre alle prese con un mondo non sempre accogliente, con la sola speranza di arrivare alla fine del percorso conservando ancora abbastanza tenerezza da fermarsi a lasciare un fiore.
Ho chiuso l'ultima pagina e mi sono accorto di avere gli occhi lucidi.
venerdì 31 luglio 2026
The Handmaid's Tale [Stagione 3]
giovedì 30 luglio 2026
I Dominatori Dell'Universo (1987)
Mi sono finalmente visto quello "originale" del 1987. Non mi ci ero mai avvicinato, meno male perché probabilmente mi avrebbe traumatizzato la crescita, e ne ho approfittato adesso perché su Prime Video lo tolgono dal catalogo proprio domani sera. Decisamente indegno rispetto a quello del 2026 di cui ho scritto qualche giorno fa, che come sappiamo non è certo un capolavoro. Ma il suo lo fa. Questo del 1987 invece risente troppo di un budget inadeguato, ventidue milioni di dollari che al botteghino ne sono tornati indietro appena diciassette, e di una produzione fin troppo casereccia, diretta da Gary Goddard con Dolph Lundgren nei panni di He-Man e Frank Langella sotto la maschera di Skeletor.
La sceneggiatura non risulta per niente vicina ai personaggi; sono davvero pochi quelli della linea Mattel messi in scena, con una serie di libertà esagerate. He-Man usa più i fucili laser che la spada, quasi tutto si svolge sulla Terra invece che su Eternia, molte situazioni sembrano scopiazzate addirittura da Star Wars, i dialoghi fanno pena. Anche Courteney Cox, anni prima di diventare Monica di Friends, non riesce a salvare granché in un ruolo così scritto male.
Insomma davvero evitabile, se non fosse per la curiosità storica e per il fascino un po' involontario di certe scelte tanto naif quanto sincere. Ma tra i due film, se dovessi consigliarne uno solo, la scelta è scontata.




