La mattina parte da Porto Azzurro. Seguo un anello in senso orario che porta prima all'Azienda Agricola Arrighi con vigne e macchia in uno dei panorami più riconoscibili dell'Elba orientale e poi si ricollega alla tratta principale della GTE presso Terra e Cuore. Fin qui tranquillo. Poi mi stacco dal sentiero principale e imbocco il famoso 205, segnalato come EE, escursionisti esperti come Jack, con due brevi tratti attrezzati con cavo d'acciaio. La destinazione è la cima del Monte della Croce, che sulla carta topografica risponde al nome di Mar di Capanne. Vista stupenda. Non c'è nemmeno da specificarlo anche a questa altezza irrisoria sull'isola, con questa giornata, sarebbe strano il contrario. La discesa avviene lungo i tornanti nel bosco, piacevole e ombreggiata, fino al Santuario del Monferrato. Chiuso, neanche a dirlo, nonostante i tanti turisti in giro. L'anello si chiude passando per la spiaggia di Barbarossa e il sentiero Carmignani, che costeggia il carcere e riporta in paese. Tredici chilometri in tutto.
Tredici chilometri che evidentemente non bastano, perché è ancora presto. Scooter, cambio di zona, e secondo trekking della giornata. Mi sposto al Cavo e opto per un anello che tocca la Cala delle Alghe, segue il sentiero del Ramerino con profumo garantito, passa dal Mausoleo Tonietti e ridiscende al mare. Niente di impegnativo, ma il giusto per chiudere la giornata in bellezza senza lasciare troppo presto i sentieri.
Due trekking, due zone dell'isola, un sacco di primavera. Si potrebbe fare di peggio per un sabato di Pasqua.
Album fotografico sul trekking di Porto Azzurro
Album fotografico sul trekking del Cavo


