Oggi mi sono dedicato nuovamente ad andare in spiaggia, ma per comodo ne ho scelta una sola. Selvaggia ed a sud (con scirocco quindi non proprio l'ideale, ma soffiava così piano che non valeva la pena rinunciare per prudenza eccessiva). Nonostante mi svegli abbastanza presto rispetto alla media dei vacanzieri, oggi l'obiettivo principale era scegliere una spiaggia che non venisse presa d'assalto. Ho optato per la suggestiva Cala Seregola ed ho vinto la scommessa: anche se via via ha iniziato a riempirsi, lo ha fatto in maniera molto più godibile rispetto alle spiagge più gettonate.
Cala Seregola si trova tra Rio Marina e Cavo, sul versante orientale dell'isola, ed è tutt'altro che una spiaggia come le altre. È nata infatti nel cuore del distretto minerario di Rio Marina, lungo quella che viene chiamata la "Costa che Brilla" : il nome non è casuale, perché la sabbia rossastra e nerastra, ricca di ematite e altri minerali ferrosi, sotto il sole crea un effetto luccicante davvero particolare. Alle spalle dell'arenile si trovano i resti della miniera di Rio Albano, un tempo una delle più importanti d'Italia, e sulla destra si vedono ancora i ruderi dei magazzini e del vecchio pontile da cui il minerale veniva imbarcato per raggiungere gli altiforni di Piombino e Portoferraio, attivo tra i primi del Novecento e gli anni della guerra. Camminando dal parcheggio verso la spiaggia si respira ancora quell'atmosfera un po' sospesa da archeologia industriale, sebbene per molti sia soltanto degrado.
Il resto della giornata è filato secondo copione: acqua limpida, caldo quasi sardo.
Album fotografico Elba: anche spiagge #6





