Avete speso un miliardo di euro in tv 3d, bluray 3d, cavi hdmi 1.4, sintomaplificatori compatibili, una caterva di occhialini per tutti i vostri amici, ma il canale di Sky non vi soddisfa? I titoli di BD in 3D non sono molti e li avete già visti tutti sperando di trovare anche l'ultimo amatoriale porno di Belen? Andare al cinema per vedere un cartone animato Disney con difronte a voi un giocatore di Basket con un cespuglio di capelli può risultare stancante? Bene, allora YouTube (per agevolarvi usate la chiave di ricerca yt3d) potrebbe darvi una mano. Da qualche tempo infatti stanno proliferando sul sito molti filmati godibili in tre dimensioni. Nel menù relativo ad ogni filmato video in 3D è possibile selezionare vari stili di visualizzazione in relazione agli strumenti di cui disponiamo. Io ho degli occhialini anaglifi da 1 euro quindi tra le varie voci seleziono la riproduzione per rosso - ciano. I più forniti, possono impostare anche altri stili sicuramente migliori. Un filmato stereoscopico visto in questo modo è decisamente bruttino e stancante. Ho provato anche attraverso il televisore e sebbene l'effetto sia visibile, il filmato perde molto in termini di qualità. Soprattutto quella relativa ai colori. Ovviamente è solo uno sfizio, una prova per poter accedere a diversi filmati di questo genere. Per poter sfruttare meglio la visione è necessario guardarlo a tutto schermo. Il problema dei contenuti qui non si pone visto che è possibile convertire qualsiasi video 2D in 3D. La conversione avviene via software è la potete visualizzare su qualsiasi monitor o televisore, scegliendo il corretto stile di visualizzazione.
domenica 30 ottobre 2011
3D ovunque con YouTube
SIAE, i trailer ed altro ancora
Banner promosso da Lega Nerd |
sabato 29 ottobre 2011
Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare
Regia: Rob Marshall
Anno: 2011
Titolo originale: Pirates of the Caribbean: on stranger tides
Voto: 4/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Può darsi che la colpa sia del mio astio nei confronti della Disney? Sì dai, può essere essenzialmente per questo motivo. Non sono obiettivo, lo ammetto, ma non me ne curo. Può anche essere per il fatto che ho visto solo i primi due capitoli (la maledizione della prima luna - voto 7 - e la malmaledizione del forziere fantasma - voto 7) della saga e questa è la quarta avventura? Magari mi son perso qualcosa di fondamentale. Può anche essere che il film sia uscito appositamente per santificare gli effetti del 3D ed io invece ho visto il normale film in bluray notando che gli effetti speciali sono minori e meno entusiasmanti rispetto agli altri due film? Poi aggiungiamoci che il regista non è lo stesso e che mancano Orlando Bloom e Keira Knithley. Non che ne abbia sentito tutta questa mancanza, ma con un Johnny Depp sotto effetto stono ed una quasi inutile Penelope Cruz non mi son divertito molto. Jack Sparrow è sempre uguale a se stesso, ganzo in passato, ma non è per niente cresciuto (cinematograficamente). Ora, non è che voglio affossarlo completamente, quando si guarda un film del genere sappiamo a cosa si va in contro e se vogliamo dirla tutta non è da buttare, è piacevole, scorrevole, in alcune occasioni potrebbe essere divertente. Di sicuro mi aspettavo qualche effetto video in più, quelli audio sono abbastanza buoni, ma niente di eccelso. Poi dai, praticamente nessun morto, se non qualche comparsa che muore a caso. Nessuna tortura alla sirena... E dai, poi le sirene, strafiche, neanche una mezza puppa fanno vedere. Non è che doveva diventare un porno, ma un culo, una tetta, un qualcosa di più. No, zio Disney non vuole. Poveri noi, che fine faremo?
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
19:21
0
commenti
Etichette:
avventura,
bluray,
Disney,
fantasy,
film,
Gore Verbinski,
Rob Marshall
venerdì 28 ottobre 2011
William Gibson - L'accademia dei sogni
Autore: William Gibson
Editore: Mondadori
Pagine: 357
Voto: 3/5
Pagina di Anobii
Trama del libro:
Cayce Pollard è una giovane donna che si guadagna (lautamente) da vivere
grazie alla sua patologica sensibilità nei confronti dei loghi. Mentre
si trova a Londra per svolgere una consulenza per l'agenzia
pubblicitaria più importante e "in" del mondo, si ritrova coinvolta in
una sorta di investigazione globale tra la città britannica, New York e
Mosca alla ricerca di uno sconosciuto "Kubrick da garage" che ha immesso
sul Web un frammento di film che ha affascinato Cayce. La donna finirà
alle prese con un eccentrico hacker, con un vendicativo pezzo grosso
della pubblicità, con un fanatico di cartoni animati di Tokio noto come
il Mistico, con un matematico "scomunicato"...
Manhunter - Frammenti di un omicidio (1986)
Regia: Michael Mann
Anno: 1986
Titolo originale: Manhunter
Voto: 6/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
E' il primo film basato su Hannibal Lecter, personaggio di Thomas Harris conosciuto soprattutto per il successo de Il silenzio degli innocenti e Red Dragon che sarebbe il remake di questo Manhunter. Non ho letto il libro, quindi non so quanto la pellicola sia fedele al racconto o quanto se ne discosti. Di sicuro qui la figura dello psichiatra serial killer sembra molto meno incisiva rispetto ai film successivi. L'inizio è davvero colmo di pathos e di buoni propositi, ma nella seconda metà risulta decisamente più debole. La caratterizzazione dei personaggi è interessante, sebbene non troppo sviluppata, solo per quanto riguarda Graham. L'assassino, Francis Dolarthyde, una volta uscito allo scoperto fa perdere la curiosità agli spettatori. Non è sviluppato nel modo giusto secondo me, tradendo le aspettative. Anche i sistemi investigativi, molto accurati nella prima parte lasciano spazio ad una frettolosità che non va bene. Mi aspettavo una caccia all'uomo molto più intensa. E' netta a mio avviso la differenza tra primo e secondo tempo e non ne capisco le motivazioni. Forse la stanchezza derivata dalla mancanza di colpi di scena? Una nota di merito però per la colonna sonora, intrigante forse più del film stesso, con buoni brani soprattutto The Big Hush dei Shriekback e In a gadda da vida degli Iron Butterfly.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
01:09
1 commenti
Etichette:
film,
Hannibal Lecter,
Michael Mann,
thriller
giovedì 27 ottobre 2011
Jeffery Deaver - La figlia sbagliata
Autore: Jeffery Deaver
Editore: Mondolibri
Pagine: 358
Voto: 2/5
Pagina di Anobii
Trama del libro:
Megan Collier è una ragazzina "difficile": timida, solitaria, piena di rabbia. Rabbia soprattutto nei confronti dei genitori, Bett e Tate, divorziati da poco e troppo presi da se stessi per accorgersi di lei. Fortuna che ora c'è il dottor Peters, il suo nuovo psicanalista. Gli sono bastate poche sedute per stregare Megan: con il suo sguardo magnetico e la voce ferma e suadente, è il solo che riesca a far crollare le barriere della ragazza. Finché un giorno, all'improvviso, Megan scompare. Adesso i suoi genitori dovranno per forza accorgersi di quella figlia che non si erano mai preoccupati di conoscere, e che forse ha voluto fuggire proprio da loro. Ma Megan non è scappata: ben presto, infatti, dietro la sua sparizione si profila una lucida trama di ricatto e vendetta, ordita da qualcuno in grado di tenere in scacco Megan, e abilissimo a scavare nel passato della famiglia Collier. Se vogliono salvare la figlia, e scoprire chi li ricatta e perché, Tate e la sua ex moglie dovranno scendere negli inferi del proprio passato, camminando loro stessi, insieme al misterioso ricattatore, in bilico sul sottile confine tra realtà e follia.
mercoledì 26 ottobre 2011
Star Wars: Episodio V - L'Impero colpisce ancora (1980)
Regia: Irvin Kershner
Anno: 1980
Titolo originale: Star Wars: Episode V - The Empire strikes back
Voto: 8/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Avendo deciso di seguire l'ordine cronologico, dopo l'episodio IV della saga di Guerre Stellari eccoci arrivati a L'Impero colpisce ancora. Della trilogia originale è il mio preferito ed è forse quello a cui sono legato maggiormente. Cosa è Star Wars per il cinema mondiale e cosa è sentimentalmente per molti di noi, lo ho già spiegato precedentemente. A questo si aggiungono altre cose molto importanti. Possiamo infatti vedere che, è decisamente un prodotto più maturo, sotto innumerevoli punti di vista. Gli effetti speciali sono decisamente all'avanguardia, qualcosa di assolutamente mai visto. Qualcosa che poi ha dato il via ad una serie di blockbuster inimmaginabili prima di allora. Se vogliamo inoltre, la pellicola risulta più coraggiosa, forte del successo del capitolo precedente. Qui possiamo anche notare Ian Solo (un Harrison Ford lanciato verso un successo stellare) molto più partecipe, più leader, più personaggio. Esce leggermente allo scoperto, pur restando tenebroso. Ci prova con al Principessa, che sembra attratta fortemente da una canaglia come lui. Ian Solo, se possibile, in L'Impero colpisce ancora, diviene un personaggio solido, irrinunciabile. Un altra caratteristica illuminante è la comparsa di Yoda. E' il simbolo della spiritualità e della Forza messe al servizio del bene. Una figura determinante, una calamita di simpatia, che con un minimalismo filosofico riprende gli insegnamenti dell'umiltà tipici di alcune religioni o pensieri orientali. Dall'altra parte viene formata, solidificata e costruita la figura paterna di Darth Fener. Lo scontro tra le emozioni è pari a quello di una guerra spaziale. Padre e figlio agli antipodi. Uno per il Bene, l altro per il Male. Il Lato Oscuro imprigiona i suoi servitori, ma non solo. E' la tentazione per il migliore Jedi. E' l'umanità che spesso spinge all'egoismo. Abbiamo così tanti elementi su cui soffermarci e discutere. La trama è forse più scarna, a livello globale, ma più intensa se prendiamo singolarmente i personaggi chiave. Darth Fener per me resta il più forte.
L'edizione bluray è come sempre ben curata: decine di inserti e di extra, piacevoli e non stancanti su cui fare affidamento.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
10:42
0
commenti
Etichette:
bluray,
fantascienza,
film,
Irvin Kershner,
Star Wars
martedì 25 ottobre 2011
Franco Battiato - L'era del cinghiale bianco
Artista: Franco Battiato
Anno: 1979
Tipo album: studio
Numero tracce: 7
Pagina di MusicBrainz
E' uno dei primi album di Battiato che ho ascoltato in modo completo, anche se il mio apprezzamento non è stato totale. Sapevo che avrei amato questo atipico cantautore siciliano, ma alla prime armi, provai a pescare un po' qua un po' là qualche album anni settanta o ottanta. Questo, debbo ammetterlo non fu il caso più fortunato. Siamo infatti a cavallo tra il suo periodo sperimentale ed il periodo pop rock ricolmo di successi. I cavalli di battagli qui sono presenti, basti pensare alla title track o a Il re del mondo, la mia preferita del progetto. Le altre non sono mai riuscito ad adorarle appieno, come invece è avvenuto per album precedenti o successivi che li ho goduti in ogni traccia. Strumentalmente resta sempre qualcosa di ben fatto con la giusta armonia tra una sonorità moderna (anche a distanza di otre trenta anni) dettata dall'uso di chitarre elettriche, ed i violini. I testi sono assolutamente mistici e spirituali, ma sorprendentemente intensi. Di sicuro tutto questa rappresenta un'attenta introduzione al Battiato che sarà ed una giusta postfazione per gli esperimenti che ha fatto gli anni precedenti. Ripropongo qui la mia traccia preferita :
lunedì 24 ottobre 2011
James Rollins - La mappa di pietra
Autore: James Rollins
Editore: TEA
Pagine: 496
Voto: 2/5
Pagina di Anobii
Trama del libro:
Un gruppo di individui, vestiti da monaci, fa irruzione nella cattedrale
di Colonia durante la celebrazione di una messa solenne, uccide tutti i
presenti e s'impadronisce delle reliquie custodite in un sarcofago
sotto l'altare: le ossa dei re Magi. Per il segretario di Stato vaticano
non ci sono dubbi: quella strage è un attacco al cuore della
Cristianità e i suoi responsabili vanno fermati prima che altri
spaventosi sacrilegi siano compiuti. Ma nessuna forza di polizia
ufficiale può risolvere un caso tanto cruento e apparentemente
incomprensibile, e infatti il Vaticano incarica delle indagini monsignor
Veroni, agente del servizio segreto della Santa Sede, e sua nipote
Sara, tenente dei carabinieri esperta nei furti di oggetti sacri...
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
22:39
0
commenti
Etichette:
avventura,
James Rollins,
libri,
Sigma
domenica 23 ottobre 2011
Stampare documenti con Android
HP ePrint Home & Biz |
Un altro sistema molto comodo, ma leggermente differente è quello di appoggiarsi al servizio di Google Cloud Print che supporta sempre le stampanti di tipo ePrint (ed anche altri modelli). Una volta registrato l'indirizzo della stampante nel servizio, ovunque ci si trovi, da qualsiasi terminale ci si trovi possiamo avere le nostre belle foto o documenti già pronti su carta. L'applicazione per Android si chiama semplicemente Cloud Print. Con entrambe avrete l'aggiunta di due voci visibili nel menù "condividi" quando selezionate un file stampabile. A quel punto vi basta scegliere quale servizio utilizzare.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
10:43
0
commenti
Etichette:
Android,
foto,
google,
rete domestica,
stampante
sabato 22 ottobre 2011
Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza (1977)
Regia: George Lucas
Anno: 1977
Titolo originale: Star Wars: Episode IV - A new hope
Voto: 8/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Da dove si inizia quando si deve recensire una cosa di tale portate che tutti sanno che non parte di qui? Cioè, è partita da qui, nel 1977, ma oggi questo è il quarto episodio in ordine cronologico. Allora partiamo dal titolo. Un tempo era solo Star Wars, o Guerre Stellari, adesso è molto più ricamato e serve per non generare troppa confusione. Quella di cui vi parlo è l'edizione del cofanetto bluray con nove dischi, ovvero basato sulla riedizioni del 1997 e del 2004 che prevedono l'aggiunta di alcune scene, la modifica di altre (in pratica dove non è presente il Han shot first) ed una pulizia della pellicola più adatta ai tempi moderni. Sebbene sia inimmaginabile c'è ancora oggi chi non ha mai visto nessun film della saga. Secondo me l'ordine migliore di visualizzazione, quello che permette di apprezzare pienamente tutti e sei i capitoli, è quello cronologico. Capisco che per molti giovincelli (o niubbi) una tardiva introduzione a Guerre Stellari possa essere ostica: pensate però che cosa è venuto fuori oggi da un film di circa trentacinque anni fa. Se escludiamo il doppiaggio non sempre all'altezza, abbiamo di fronte un altro capolavoro non solo della fantascienza, ma di tutto il cinema. E non abbiate timore, non sono io a giudicarlo: è una disquisizione oggettiva, è bello perchè è bello. Non si limita a piacere. Il fatto è che tanti di noi sono cresciuti a pane e Skywalker, avendo in camerina vecchi gadget di C1-P8 (R2-D2) o lavandosi i denti con lo spazzolino di Ciube. Ed alcuni continuano a farlo adesso, magari di nascosto, a distanza di oltre tre decadi. E sì, ti sembra anche un po' strano non chiamarlo Guerre Stellari, del resto è tuo amico, perchè dovergli dare un nome esteso? Non sei neanche uno di quegli esaltati che conoscono le battute a memorie, e se Solo abbia sparato per primo ti interessa solo in parte, ma la tua inutile cultura sull'argomento te la sei fatta. E con il passare degli anni, vedi che i tuoi sentimenti nei confronti del film o della saga non cambiano. Anzi capisci ancora più chiaramente che non è un capolavoro in quanto tu lo ritieni tale, ma lo è perchè è proprio così. E ne sei contento. Ti ci gongoli. Ora il problema è che come te, cioè come me, ce ne sono altri milioni. Nuovo e vecchio conio non ha importanza, ma di cultori del genere ce ne sono tantissimi. Per questo certe volte puoi anche pensare che sia inutile descrivere determinate emozioni, ma sai anche che hai piacere a leggerle quando un altro fan le condivide con te. E sai che ai tuoi simili ci sono cose che suscitano i medesimi piaceri, magari vedendo D-3BO (C-3PO) se sono appassionati di fantascienza ed adorano Metropolis sanno che non è un robot di latta qualsiasi. Ed al pari di quel film, cinquant'anni dopo, qui si sono rigettate le basi per la storia del cinema. Per le saghe di fantascienza. Per qualcosa di mai provato prima, sia dal punto di vista dalla trama, del merchandising, del seguito di fedeli, delle tecniche artistiche, degli effetti speciali. Già, gli effetti sono speciali veramente, anche senza le aggiunte del 1997. Mi rendo conto che il rischio di ripetere quanto già detto o anche almeno pensato è altissimo, ma la cosa migliore di tutto il film, a mio avviso sta nell'introduzione di un mondo più vasto. Mi spiego meglio: questo episodio IV non è il migliore, ma senza dubbio lancia il sasso per tutto ciò che verrà dopo. I personaggi sono incredibilmente ben definiti. Tutti, nessuno escluso, eppure lasciano un ampio margine per approfondimenti nei capitoli successivi )o precedenti). Stesso discorso per le location principali ovvero il pianeta Tatooine e la Morte Nera. Anche le razze son ben studiate basti pensare al grande lavoro per creare i Tuken (i sabbipodi) e tutti i vari accessori (spade laser, la maschera di Darth Fener etc) o le navi spaziali (il Millennium Falcon) che fanno ormai parte dell'immaginario collettivo.
Insomma, se Guerre Stellari non ci fosse stato, sarebbe come se nessuno avesse mai inventato la ruota. Un bel casino credetemi. E questa completissima versione bluray con diversi contenuti extra (per questo episodio divisi nelle macro aree Tatooine, A bordo della morte nera e La battaglia di Yavin) fa davvero gola ad ogni appassionato che si rispetti. La consiglio anche a chi ha avuto un'infanzia infelice e se ne è privato.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
16:50
0
commenti
Etichette:
bluray,
fantascienza,
film,
George Lucas,
Star Wars
Sky Guida TV per Android
Sebbene i possessori di un device Android non hanno alcun tipo di problema a navigare all'interno del sito di Sky , l'apposita applicazione rende tutto più facile ed immediato. La consultazione della Guida TV è a misura di smartphone, senza troppi fronzoli, ma con una buona accuratezza e diversi strumenti da utilizzare. Ci permette infatti di vedere tutta la programmazione della piattaforma satellitare ed anche di acquistare i contenuti disponibili in Primafila o di registrare un qualsiasi programma presente nei pacchetti sottoscritti se siamo dotati di un decoder MySky HD. Una volta installata, inseriamo il numero identificativo della scheda ed il nostro codice fiscale, così da poter usare il servizio in maniera completa. L'interfaccia è divisa in schede. Oltre alle già citate Sky Guida TV, con il palinsesto completo, e Primafila, con i programmi acquistabili (anche quelli di Hot Club), abbiamo Sky Inside per visualizzare le anteprime direttamente sul telefonino, ed una pagina relativa ai nostri Preferiti. Inoltre tenere sotto controllo le registrazioni sul proprio decoder è davvero semplice, avendo un'apposita pagina con la lista delle nostre programmazioni. Per scaricare l'applicazione potete scannerizzare l'immagine ad inizio articolo.
venerdì 21 ottobre 2011
Pulp Fiction (1994)
Regia: Quentin Tarantino
Anno: 1994
Titolo originale: Pulp Fiction
Voto: 8/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Per sfornare un piatto sensazionale abbiamo bisogno di molti elementi.
Non bastano il genio e la sregolatezza dello chef, necessitiamo quindi di una ricetta che tenga conto degli ingredienti, dei tempi e
degli strumenti che ci consentiranno di preparare la più gustosa delle
portate. Se il cuoco in questione è Quentin Tarantino i commensali
partono già con l'acquolina in bocca, ma non è detto che sia alzino da
tavola sazi e contenti. Il gusto, il sapore di alcune prelibatezze va
ricercato e studiato a puntino. Il dosaggio di particolari ingredienti,
utilizzati al momento giusto, messi a cuocere con la perfetta armonia
del fuoco e l'amalgama ideale con gli altri prodotti, fa sì che una
volta sorseggiato l'amaro ci si possa pulire gli angoli della bocca, con
un determinato senso di soddisfazione.
Guardare Pulp Fiction infatti ti rende soddisfatto. Inizi ad esserlo sin dal primo dialogo che vede impegnati Zucchino e Coniglietta e continui ad esserlo per tutto il film fino alla fine, quando Jules ridimensiona la sua personale recita di "Ezechiele 25 : 17". Dal mio punto di vista, è il momento topico. Il momento in cui si torna con i piedi per terra e lo stesso Samuel L. Jackson rappresenta la normalità e l'umanità di un personaggio che recita; recita una parte all'interno della sua vita. Sei soddisfatto quando vedi John Travolta, un eccezionale Vincet Vega, e sai che non lo rivedrai mai più in quello spolvero. Ti soddisfa vederlo ballare il twist e non puoi pensare nessun altro attore vestire i suoi panni in quella parte. La soddisfazione continua con una giovane Uma Thurman che è bella non tanto esteticamente, quanto per la sua pericolosità di donna del capo. Ti sfreghi le mani soddisfatto ancora quando Bruce Willis è libero, fino ad un certo punto, per la riconoscenza di Wallace, appena violentato e ricolmo di sadica vendetta.
Un intreccio totale di sazietà che è anche il modo in cui è stata costruita la pellicola: diverse storie che si ritrovano e ricongiungono. Le trame non seguono una linea temporale cronologica, ma un ordine sparso proprio come nello schema de Le Iene. Ci sono tre episodi principali che, una volta giunti al termine del film, faranno parte del solito calderone. Una pentola magica insomma, dove possiamo trovarci un cast strabiliante non per quanto riguarda i nomi, ma proprio per la prova di recitazione: molti personaggi sono stati scritti e creati appositamente per gli attori che li avrebbero interpretati. Poi abbiamo sangue, violenza, odio, vendetta, filosofia spicciola, religione, azione e tanto altro. Tutto reso perfettamente reale o quanto meno realistico, senza strafare. Resto soltanto con un dubbio: "ma nella valigetta, cosa ci sarà stato?"
Guardare Pulp Fiction infatti ti rende soddisfatto. Inizi ad esserlo sin dal primo dialogo che vede impegnati Zucchino e Coniglietta e continui ad esserlo per tutto il film fino alla fine, quando Jules ridimensiona la sua personale recita di "Ezechiele 25 : 17". Dal mio punto di vista, è il momento topico. Il momento in cui si torna con i piedi per terra e lo stesso Samuel L. Jackson rappresenta la normalità e l'umanità di un personaggio che recita; recita una parte all'interno della sua vita. Sei soddisfatto quando vedi John Travolta, un eccezionale Vincet Vega, e sai che non lo rivedrai mai più in quello spolvero. Ti soddisfa vederlo ballare il twist e non puoi pensare nessun altro attore vestire i suoi panni in quella parte. La soddisfazione continua con una giovane Uma Thurman che è bella non tanto esteticamente, quanto per la sua pericolosità di donna del capo. Ti sfreghi le mani soddisfatto ancora quando Bruce Willis è libero, fino ad un certo punto, per la riconoscenza di Wallace, appena violentato e ricolmo di sadica vendetta.
Un intreccio totale di sazietà che è anche il modo in cui è stata costruita la pellicola: diverse storie che si ritrovano e ricongiungono. Le trame non seguono una linea temporale cronologica, ma un ordine sparso proprio come nello schema de Le Iene. Ci sono tre episodi principali che, una volta giunti al termine del film, faranno parte del solito calderone. Una pentola magica insomma, dove possiamo trovarci un cast strabiliante non per quanto riguarda i nomi, ma proprio per la prova di recitazione: molti personaggi sono stati scritti e creati appositamente per gli attori che li avrebbero interpretati. Poi abbiamo sangue, violenza, odio, vendetta, filosofia spicciola, religione, azione e tanto altro. Tutto reso perfettamente reale o quanto meno realistico, senza strafare. Resto soltanto con un dubbio: "ma nella valigetta, cosa ci sarà stato?"
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
17:44
0
commenti
Etichette:
azione,
commedia,
drammatico,
film,
gangster movie,
Quentin Tarantino,
thriller
giovedì 20 ottobre 2011
Onkyo Remote per Android
Mi mancava qualcosa che trasformasse il mio smartphone (HTC Desire) in un controller remoto per l'impianto HT capitanato dall'Onkyo TX-NR609. Adesso invece è realtà, pur consapevole che "controllo remoto" suona un po' riduttivo. L'applicazione, scaricabile gratuitamente dal Market di Android, permette di usare il telefonino sia come una sorta di telecomando wifi, sia come un lettore multimediale collegato al nostro impianto hifi. Già, è possibile ascoltare in streaming la musica contenuta nello smartphone. Come funziona? Innanzitutto il sintoamplificatore deve essere collegato alla LAN (via ethernet) ed il dispositivo Android (2.1 o superiore) idem, ma via wireless. Una volta fatto e lanciato il programma, vedremo sullo schermo dello smartphone il dispositivo Onkyo da selezionare. A questo punto potrà essere pilotato attraverso il touch screen in maniera semplice e veloce. Le operazioni eseguibili non sono per niente ridotte all'osso, è quindi possibile selezionare le varie sorgenti, controllare il volume, scegliere il tipo di ascolto predefinito, bilanciare i diffusori, scegliere la stazione radio e così via... Operazioni già eseguibili con il telecomando? Certo, ma non da qualsiasi zona della casa ed in più abbiamo l'ausilio di uno schermo e di una GUI a colori. Se abbiamo l'abitudine di tenere una raccolta di brani musicali (mp3, aac e wav) questi possono essere ascoltati senza alcuna difficoltà attraverso l'impianto. Le funzionalità e le caratteristiche secondo me la rendono un' applicazione di alto livello che integra alla perfezione due dispositivi hi-tech come un sintoamplificatore ed uno smartphone.
martedì 18 ottobre 2011
C'era una volta in Messico (2003)
Regia: Robert Rodriguez
Anno: 2003
Titolo originale: One upon a time in Mexico
Voto: 6/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Rodriguez deve essere ben ammanicato. Non c'è dubbio. I suoi film non sono niente di particolare, con l'esclusione di Sin City, ma in un modo o nell'altro riescono a catturare l'attenzione, a far parlare di sè ed ad avere sempre un cast eccezionale. Qui c'è Johnny Depp, Mickey Rourke, Denny Trejo, Eva Mendes, ed il protagonista principale Antonio Banderas. Inoltre può contare su diversi soldi con cui fare gli effetti speciali, anche esagerati se vogliamo ma piacevoli. La pellicola, ambientata in Messico, presenta una trama da polpettone western del cinema. Di quelle adatte per fare incassi, ma che poi non faranno parlare di sè. L'unica cosa che lo salva è lo scimmiottamento ironico, quasi a rasentare la parodia, con si svolgono molte scene. Possiamo vedere che è volutamente esagerato in molte circostanze, in special modo quelle riguardanti Depp nei panni di uno stereotipato agente della CIA. Il film quindi si prende poco sul serio da solo, motivo per cui risulta piacevole. Non esilarante, non è una commedia, ma un po' di allegria non guasta mai.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
09:04
5
commenti
Etichette:
azione,
film,
Robert Rodriguez,
western
lunedì 17 ottobre 2011
Google Foto al posto di Picasa
Google continua a cambiare, a fare spostamenti, modifiche, a cercare di tenere il passo. Non so bene di chi o di cosa, forse il passo di Facebook. Se in un primo momento ero entusiasta di Google+ adesso mi sono un po' ricreduto, pur utilizzandolo quotidianamente. Manca davvero una completa integrazione tra tutti i servizi di BigG (lo so mi fa schifo anche a me scriverlo, ma è per non fare troppe ripetizioni) ed il social network. Anche se in principio, poteva sembrare di no, grazie alla barra che abbiamo in alto, da cui possiamo accedere a molte aree. Un tempo le fotografie erano direttamente integrata con Picasa. Da qualche giorno invece, possiamo utilizzare "Foto". Un servizio simile, non limitato per quanto riguarda la capacità di archiviazione, ma un po' più povero di contenuti. E Picasa? Che fine farà essendo slegato da Google+ adesso? Foto è maggiormente integrato in una visione "social", per questo quindi si allontana da Picasa. Ma serviva davvero? Boh, secondo me si fa ancora più confusione. Il funzionamento è il medesimo di prima (senza però la piattaforma per agire sulle immagini) solo che oggi hai ben due servizi invece di uno.
Fa' la cosa giusta (1989)
Regia: Spike Lee
Anno: 1989
Titolo originale: Do the right thing
Voto: 6/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Bello il film, bravi gli attori (soprattutto Danny Aiello), ottima la regia, la fotografie ed i dialoghi. Tra l'altro non sarebbero stati degni di nota se lo stesso Spike Lee non ne avesse preso spunto per La 25° ora . Certo, tra i due film davvero non c'è paragone, ma questo di cui parlo soffre ovviamente anni di esperienza in meno ed un cast buono, ma non fenomenale. Oltre che la trama. Già, la trama ed il messaggio. Attorno a Fa' la cosa giusta, ci son state diverse polemiche per i temi trattati. Per il razzismo, la violenza, la rivolta. Pur guardandolo con molta attenzione deve essermi sfuggito qualcosa. Non ci vedo dentro nessuna giustificazione, anzi vedo solo gente di colore rappresentata in malo modo. Violenti, invidiosi, fannulloni, furbi ed egoisti. Non ci sono problemi di carattere sociale che fanno pensare ad una situazione disagiata obbligata dall'alto. Chi non lavora e bighelloneggia lo fa per scelta. Altri immigrati, italiani e coreani, hanno attività, offrono servizi ed assumono. I neri, seduti tutto il giorno, li guardano con sfida ed invidia. Cercano sempre lo scontro (vedi ragazzo in bicicletta oppure l'auto innaffiata senza motivo) e pretendono una sorta di giustizia per cose futili: le fotografie di personaggi di colore in un locale italo americano. Sono razzisti a più non posso e pensano di essere i padroni della strada. L'unico che ha un lavoro, grazie ai bianchi, cerca sempre di buttarlo nel culo al datore, è irriconoscente ed è un mezz'uomo anche nei confronti della moglie e del figlio. I neri si danno contro anche tra loro, storpiano la realtà ed incolpano gli altri per ciò che non riescono a fare. Ci scappa il morto, tra l'altro incidentalmente, mentre cercava di uccidere un'altra persona. Poi disordini, urla, scene da terzo mondo. Il morto è ovvio che se la sia cercata alla grande, ma per i neri non fa differenza: sono talmente razzisti che vedono solo il fatto che un nero è morto.
Quindi a mio avviso il film mette in risalto la pochezza di questo genere di individui rissosi e criminali. Se poi invece Lee intendeva giustificare nonostante tutto, gli atti di violenza, è solo un malato di mente.
domenica 16 ottobre 2011
Drive Angry (2011)
Regia: Patrick Lussier
Anno: 2011
Titolo originale: Drive Angry
Voto: 3/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
C'è davvero ancora qualcuno sopra ai quindici anni che può minimamente apprezzare una cavolata cazzata del genere? Buttare lì un paio di nomi noti, qualche effetto video che ormai lo ha anche il maiale ed un buon audio non basta davvero. Se consideriamo poi che uno dei nomi noti è il fiasco Nicolas Cage che ultimamente ci fa vedere solo quanto non sia bravo e l'altro è William Fitchtner che sicuramente si starà vergognando di se stesso e non solo della trama, allora si capisce il misero voto che ho dato. Già dal primo minuto ci resto decisamente male per la troppa violenza fantastica. Non è un film d'azione normale: mani che saltano in aria come le automobili, sangue a spruzzi e dialoghi inverosimili da duro. Tanto che, visto quanto era esagerato, credevo si trattasse di un "film nel film". Tipo che il protagonista fa l'attore di pellicole di serie B e che poi inizia la storia vera e propria. Invece no, è proprio così esagerato. Ed il proseguo è sempre peggio. Aiutatemi a dire "Brutto". Ecco bravi, è proprio brutto. Oltre alle varie situazioni impossibili, da rasentare il fantastico, la trama è debole, noiosa, puerile e leggera. Una setta satanica, un morto che torna dall'Inferno e un "contabile" che vuole riprenderlo. Dio mio, gli anni ottanta sono finiti da un pezzo. E sicuramente ci hanno regalato qualcosa di molto meglio. Se anche uno volesse vederlo solo per quello che è ovvero un action movie leggero e fatto male, non può rimanere affascinato da niente. Anche chi è senza pretese e lo guarda giusto per passare un' ora e mezza, secondo me si annoia. Non c'è niente di convincente. Allora i miei applausi a Machete che una parvenza di storia ce l'ha. Qui davvero è da oibò e di vedere cento minuti la solita faccia mono espressiva di Cage stufa abbastanza.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
20:02
0
commenti
Etichette:
azione,
fantasy,
film,
horror,
Patrick Lussier
A pranzo con Carlo Cudego
Foto di Vassil Zvetanov |
venerdì 14 ottobre 2011
I Cani - Il sorprendente album d'esordio dei cani
Artista: I Cani
Anno: 2011
Edichetta: 42 Records
Tracce: 11
Tipo album: studio
Pagina di MusicaBrainz
Un caso. Un attimo. Un secondo in più di attenzione nei confronti di un video postato su FaceBook. Uno dei tanti. Uno di quelli che ti deve capitare proprio sotto gli occhi per farlo partire. Ed eccolo qui. E' subito amore. Un colpo di fulmine. Chi è questo? I Cani? Ma chi sono? Non seguo troppo attentamente il panorama musicale italiano o l'indie rock, mi oriento su altri generi e sono un po un Matusa su certe cose... Ma... No, questi so bravi. Senti lì che culo, la canzone (Velleità) ed il video non sono male. E poi... Che testo!! Stoppo dopo appena poco più di un minuto o due. Lo riprendo, riparte, ascolto con maggiore attenzione. Cazzo deh! Il testo è ganzo davvero. Anzi, di più. E' intelligente, è alla Max Gazzè o Silvestri forse. Forse no. E' moderno, addirittura attuale. Lo riascolto ed accedo direttamente a YouTube. Ma no... Ne hanno altre!! Non è solo una traccia sparsa, casuale. L'emozione cresce, come ai tempi dei primi Negrita o dei poetici Tiromancino, quando le scoprivi piano piano. Ed il primo pezzo ascoltato non è un caso. Anche gli altri sono ben studiati, per niente scontati. Adolescenziali sì, ma solo nelle fotografie che raccontano. Per il resto maturi, sorprendenti. Devo sapere chi sono: nel senso che li voglio. Li trovo su SoundCloud e subito dopo sul sito dell'etichetta. La 42 Records li distribuisce a 10 euro (spese di spedizione comprese) pagabili, al volo con paypal. Sono miei. Finalmente. Non sono per tutti, sono per me. Magari in pochi possono apprezzarli appieno, anche musicalmente. Magari in pochi li capiscono appieno. Appieno... Appieno... Un piccolo sforzo va fatto. Di sicuro non vanno presi alla leggera. Sia per come hanno scelto di intitolare la loro prima release " Il sorprendente album d'esordio dei cani" sia per la cover, sfrontata, forte, aggressiva. Come ogni singola traccia, purtroppo non troppo differente l'una dall'altra nella forma, ma decisamente autonome se ascoltate e non soltanto sentite. Un'accozzaglia di termini abusati nell'uso quotidiano della (non) lingua, messi in prosa e cantati. Non in maniera vergognosa alla 883 però. In modo intelligente. Chi scrive testi ha davvero una marcia in più. Chi li ascolta e li apprende, può esaltarsi, riconoscersi, sentirsi anche offeso, tornare con i piedi per terra. Fanno ben sperare, davvero. Ti ridanno voglia di ascoltare la musica, sai che quella buona esiste ancora.
giovedì 13 ottobre 2011
Daniel F. Galouye - Universo senza luce
Autore: Daniel F. Galouye
Editore: Editrice Nord
Pagine: 164
Voto: 4/5
Pagina di Anobii
Trama del libro:
Dopo una guerra nucleare che ha devastato e reso inabitabile la
superficie del pianeta, l'umanità è costretta a vivere in caverne
sotterranee dove non arriva nessuna luce: sono generazioni ormai che
nessuno l'ha più vista, tanto che su di essa si è formata una vera
religione, una leggenda. Solo l'eccezionale sviluppo del senso
dell'udito e del tatto permette ai pochi superstiti di sopravvivere ai
gravi pericoli che minacciano la loro precaria esistenza e i pochi beni
loro rimasti: pipistrelli giganti e altri mostri delle tenebre, i
Veggenti, esseri misteriosi dotati di poteri sovrumani, e soprattutto la
mancanza d'acqua, l'esaurimento dei pozzi. Iared, uno dei superstiti,
non si lascerà tuttavia intimorire e, sfidando i mostri notturni, i
demoni della Radioattività, le credenze della comunità e le accuse di
blasfemia, si addentrerà nelle regioni ignote che si trovano al di là
della Barriera, alla ricerca del mitico e remoto Mondo Originario.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
22:36
0
commenti
Etichette:
Daniel F. Galouye,
fantascienza,
libri
Gangs of New York (2002)
Regia: Martin Scorsese
Anno: 2002
Titolo originale: Gangs of New York
Voto: 6/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Tutto ciò che ti resta al termine del film è un sacco di violenza dai colori troppo accesi ed una serie di forzature storiche. Non si tratta di magistrali adattamenti ucronici alla Tarantino come in Inglorious Basterds quanto piuttosto di modifiche fini a giustificare atti da macellai all'interno della pellicola. Ricostruzioni sceniche e costumi sono il fiore all'occhiello di tutta la storia, che inizia in modo pimpante e meriterebbe un proseguo migliore. Purtroppo invece a tratti prende il verso di un mafia movie ambientato nell'ottocento, per poi scadere in un finale senza valori. Se da un lato William Cutting è portatore di principi morali quali l'onore ed il rispetto dell'avversario dall'altro abbiamo Amsterdam Vallon che persegue una vendetta molto arrangiata e all'acqua di rose, che non sarà mai all'altezza della grandiosità dell'avversario. Non mancano le contraddizioni riguardanti la caretterizzazione dei personaggi, crudeli e spietati, ma anche carimatici e pietosi. E' vero che la psicologia dei soggetti può essere indotta dalle situazioni, ma nei tre principali interpretati da Daniel Day-Lewis (ottimo), Leonardo Di Caprio (così e così) e Cameron Diaz (passabile) non riusciamo a vedere una linea di condotta ben definita. Troppo costruiti insomma. L'originalità dell'ambientazione e la fedele ricostruzione della cornice salva il film da quello che potrebbe essere stato un clamoroso flop troppo violento e scostante dalla realtà storica e dalla razionalità. Come si fa a preservare il bel faccino di Leo dopo esser stato massacrato di botte Scorsese lo deve spiegare un po' a tutti. Forse dopo Titanic e la Maschera di ferro aver girato soltanto The Beach lo ha reso troppo legato al volto da botteghino. Altre situazioni interessanti come la rivolta e le sommosse vengono poi trattate in maniera decisamente sbrigativa (addirittura bombardamenti dalle navi sulla città) lasciando posto a pantomime gratuite ed abbastanza noiose. Metà ok, metà no.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
02:15
0
commenti
Etichette:
azione,
drammatico,
film,
Martin Scorsese,
storico
martedì 11 ottobre 2011
V per Vendetta (2005)
Regia: James McTeigue
Anno: 2005
Titolo originale: V for Vendetta
Voto: 8/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Troppo semplice parlare di capolavoro quando tutti i tasselli sono posizionati correttamente. E' il caso di V per Vendetta, dove trama, fotografia, regia, cast, musica e sentimenti creano un connubio stratosferico di proporzioni immani. Non tutto è perfetto, ma ci ci hanno lavorato bene affinché lo fosse, ed a me del resto interessa poco. La storia, basata su di un fumetto di Alan Moore e David Lloyd è decisamente intrigante e ti prende. Non puoi farne a meno. L'ambientazione è in una Londra distopica dove repressione e controllo vanno di pari passo. Immaginate il capolavoro 1984 d Orwell ambientato in un prossimo futuro, dove però spunta fuori l'eroe: V. Con il volto coperto da una maschera, una forza ed una destrezza che hanno dello straordinario, una parlantina condita di giustizialismo, ecco che un rivoluzionario atipico si impossessa delle nostre speranze. Non è un buono, e non vuole esserlo. Non è neanche un giusto, non prova passione. Per lui il fine giustifica i mezzi, e da una parte è anche contraddittorio se pensiamo ai simboli contro cui lotta. E' però decisamente affascinante. Non tanto per cosa fa e per come lo fa. Soprattutto perchè lui è l'unico che lo fa. Per quanto riguarda la trama ci sono alcuni punti deboli che riguardano soprattutto le sommosse popolari e la rivoluzione: magari fosse così semplice. I recenti fatti nordafricani hanno dimostrato tutt'altro. Le dittature reale forse sono peggiori è più statuarie rispetto a quelle dei fumetti. Purtroppo.
Al di là della storia, la ricreazione del mondo futuristico (Londra è stata ricreata negli Studios di Berlino) è fantastica, così come le scene buie (anche il forte utilizzo dei grigi negli arredi) ed il senso di oppressione che non è limitato al grandissimo lavoro degli attori. Alcuni effetti speciali, e non mi limito alle esplosioni ormai onnipresenti, sono paragonabili ai grandi film come Matrix o Teminator Salvation. Numerose le citazioni d'autore da Shakespeare a Goethe a Dumas. Un applauso immenso, oltre a quello per la già immensa Natalie Portman, va a Hugo Weaving (Agente Smith in Matrix) per non essersi mai tolto la maschera. Non è semplice per un attore vestire un personaggio di questo spessore senza mai mostrare il proprio volto al pubblico.
Il bluray presenta un Dolby digital 5.1 anche per la lingua italiana e contenuti extra molto corposi come la storia di Guy Fowkes che ha ispirato il personaggio del fumetto, il making of ed altri documentari.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
17:50
0
commenti
Etichette:
bluray,
distopia,
fantascienza,
film,
fumetti,
James McTeigue
domenica 9 ottobre 2011
La censura ed il comma Ammazza Blog
Immagine di Des Geeks et des lettres |
Il DDL della riforma delle intercettazioni , può anche avere giusti fini e necessità di essere approvato, ma costituisce il trampolino di lancio per una Legge Bavaglio su tutta la rete italiana, grazie al famoso Comma 29. Ecco qui il testo approvato in Senato a giungo 2009, poi modificato a giugno 2010 e qui gli emendamenti di ottobre 2011.
Cosa prevede in breve questo comma 29? In pratica estende la rettifica, già riguardante la legge sulla stampa, a tutti i siti informatici, blog, quotidiani online, pagine di informazione e così via presenti sulla rete. Questo almeno in via potenziale, poichè il comma è generico e per niente specifico. L'istituto della rettifica , impone ai responsabili dei media (stampa, tv, radio) di pubblicare gratuitamente una correzione per quei soggetti che si sentono lesi quando viene creato un servizio non veritiero o che lede l'altrui dignità. E' quindi un sistema per bilanciare il potere tra cittadini e stampa. I termini temporali per rettificare un contenuto sono 48 ore dalla richiesta che può essere inviata con qualsiasi mezzo: dall'email al piccione viaggiatore. Passati i due giorni di tempo si è costretti (anche i proprietari di un semplice blog) a pubblicare, senza alcun tipo di commento o giustificazione, la rettifica. Pena: 12500 euro di multa. Spiccioli per i grandi gruppi, ma qualcosa di importante per tutto il resto. Ok, quindi per un garantista al 100% potrebbe anche andar bene. Del resto se in un articolo offendo Dart Fener pur pubblicando una serie di prove inconfutabili sul fatto che lui sia un personaggio meschino, dal punto di vista oggettivo, se lui stesso lo chiede, può paventare il diritto ad una rettifica di tutto quanto. E' lui che decide. Ed io che in ogni caso devo obbedire. Il criterio è puramente soggettivo, pur non corrispondendo alla verità. Anche se la Forza fosse con me, non potrei far altro che piegarmi al Lato Oscuro.
Fino a che si tratta di me va bene, alla fine chi se ne frega. Provate però ad applicare questo sistema ad ogni sito, blog, giornale, enciclopedia, forum. Provate ad immaginare un Fiasco Rossi qualsiasi che si sente leso perchè qualcuno ricorda i suoi trascorsi in prigione. O provate ad immaginare un alunno qualsiasi della Classe Politica italiana che.... Ommioddio non ci voglio pensare. Sarebbe da dittatura Koreana solo pensare alla fine della satira... Qui si va oltre: qui si uccide anche la possibilità di scrivere il vero e documentarlo, di esporre le proprie opinioni personali (anche se non documentate), di scherzare su qualcuno. Ricordiamoci infine che le leggi sulla stampa, sulla diffamazione, sullo scrivere il falso, esistono già.
sabato 8 ottobre 2011
Machete (2010)
Regia: Robert Rodriguez
Anno: 2010
Titolo originale: Machete
Voto: 4/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
L'ho preso spinto dalla curiosità del trailer che girava incessantemente su YouTube ed anche per il fatto che Rodriguez è un regista abbastanza interessante. Il film in questione decisamente meno. Creato appositamente per i fan e per accontentare le insistenze di Danny Trejo, la pellicola è un'evoluzione del trailer creato per scherzo per Grindhouse. Da lì il successo e la curiosità degli spettatori. Ad esclusione della trama, ovviamente povera ed inconsistente, il film non è da buttare, soprattutto per il cast riunito in questo progetto: Robert De Niro, Steven Seagal, Jessica Alba, Michele Rodriguez. Nomi e volti noti che si son prestati alla causa. Azione a 360 gradi e qualche scena splatter lo rendono piacevole, un passatempo. Ma niente di più per carità. I contenuti del bluray sono miseri: un making of decisamente breve ed il trailer...
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
10:11
0
commenti
Etichette:
azione,
bluray,
film,
Robert Rodriguez,
splatter
venerdì 7 ottobre 2011
Robert Heinlein - Anonima Stregoni
Autore: Robert A. Heinlein
Editore: Mondadori (Urania)
Pagine: 236
Voto 3/5
Pagina di Anobii
Trama del libro:
Avete mai letto, o sperato di leggere, "La casa nuova", "La nostra bella
città" e "Anonima Stregoni"? Oggi per i lettori di sf sono classici
imperdibili, ma per un veterano della fantascienza plausibile e
tecnologica come Heinlein, concedersi quattro passi a contatto con il
brivido e l'ignoto rappresentava una sfida... Che un viaggiatore di
commercio venda elefanti, che la magia sia regolata da leggi ferree come
quelle della fisica o che una casa a quattro dimensioni apra le sue
finestre sull'Altrove assoluto sono solo i particolari di una macchina
narrativa assolutamente logica e rigorosa. Per quanto raccapriccianti,
sono pur sempre storie del possibile anche queste.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
22:44
0
commenti
Etichette:
fantasy,
libri,
Robert Heinlein,
ucronia,
Urania
Ragazzi Perduti (1987)
Regia: Joel Schumacher
Anno: 1987
Titolo originale: The lost boys
Voto: 5/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Ammetto che è un po' una delusione guardare a distanza di così tanto tempo un'icona horror degli anni ottanta. Certo, il film va valutato per quello che è e per i tempi che correvano, fa però sicuramente specie soffermarsi sulla non drammaticità degli attori e sui dialoghi sterili, esattamente da copione. IL tema vampiresco non è mai stato tra i miei preferiti, seppur di buoni film ce ne siano stati. Qui, con l'ambientazione horror (forse per 1987), le chiome cotonate, qualche battuta di basso livello è difficile credere al successo che la pellicola ha avuto. Da parte mia perchè quando lo vidi la prima volta avevo circa dieci anni, e le aspettative erano sicuramente minori. Oggi invece ho fatto più caso alla buona colonna sonora, forse l'unica cosa che si salva se prendiamo tutto in esame. Se poi vogliamo inserirci una punta di sentimentalismo non può che far piacere il volto del tipico ragazzino anni ottanta: Corey Feldman, i Goonies, Stand by me, i Gremlins, alcuni venerdì 13... Insomma tutti lo conoscono. Peccato per il suo doppiaggio, in cui ha una voce decisamente troppo mascolina e possente. I contenuti del bluray, non sono eccelsi (l'audio italiano è un Dolby Digital 2.0 ), ma neanche miseri. Un giusto compresso che dà un bel valore aggiunto al disco.
giovedì 6 ottobre 2011
Ayreon - The final experiment
Artista: Ayreon
Anno: 1995
Tipo album: concept album
Numero tracce: 15
Pagina di MusicBrainz
Ayreon non è un vero e proprio gruppo musicale, ma un progetto. Uno dei tanti, forse il migliore di Lucassen secondo me, che sfocia in un'apoteosi musicale. The Final Experimenti è una completissima rock opera vestita da concept album. Siamo di fronte ad una storia molto ben articolata: dal punto di vista strumentale si tocca la perfezione. Tanti stili, amalgamati tra loro, senza forzature. Può anche sembrare di essere di fronte ad un'opera teatrale, un musical, con personaggi ed interpreti differenti. Vari cantanti infatti si susseguono nell'impersonare soggetti diversi. Il racconto, ambientato nel basso Medioevo narra di un menestrello cieco ma con il dono delle visioni, provenienti dal futuro. Tutto è maestoso, dai cori alle introduzioni, e tutto allo stesso tempo è riflessivo, e studiato nei minimi particolari. La potenza degli assoli, l'alternarsi di parti ritmate violente a quelle maggiormente caute, il sovrapporsi di voci maschili e femminili... E' impossibile continuare in una descrizione accurata senza prova a premere "play" e dare biada alle casse. Veramente non c'è un attimo di pace per ogni cambio di atmosfera, da quelle che ti introducono dentro ad una favola principesca a quelle mastodontiche e fanfarose. Artisti che ci danno dentro e buttano fuori ogni loro caratteristica espressiva. Non amo moltissimo il prog fine a se stesso, qui però abbiamo una cosa più vasta, che abbraccia moltissimi generi musicali. E lo fa con grande maestria.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
11:24
0
commenti
Etichette:
Ayreon,
concept album,
musica,
progressive metal
mercoledì 5 ottobre 2011
Greg Egan - Oceanic
Autore: Greg Egan
Editore: Delos Books
Pagine: 123
Voto: 2/5
Pagina di Anobii
Trama del libro:
Le antiche scritture tramandavano i ricordi di una Terra dove i mari
erano turbolenti e popolati da pericolose creature, tuttavia su Covenant
l'oceano era calmo perché gli Angeli lo avevano pervaso di ecopoiesi che
aveva favoritola loro mortale incarnazione. Martin, figlio secondogenito
di una famiglia di Oceanici, popolo che vive sull'acqua al contrario dei
Terricoli che abitano nelle terre emerse, da piccolo, spinto dal
fratello, ha avuto la sua personale e mistica esperienza dell'immersione e
da quel momento è diventato un devoto seguace di Beatrice, la figlia di
Dio in cui crede la gente di Covenant. Ma quando comincia i suoi studi di
biologia il suo lavoro lo porta a una sconvolgente rivelazione sulla
verità di Covenant
Commento personale e recensione:
Romanzo brevissimo, molto teologico con una cornice fantascientifica.
Interessante nella sua prima porta, poi risulta comunque lento e
forzato. La diatriba tra scienza e religione, con quest'ultima spiegata
dalla prima desta poca curiosità. Angeli, Dèi , santi che popolano le
credenze di una civiltà futuristica dominata comunque dalla
superstizione e dal sovrannaturale. Un po' piatto vista la brevità della
storia, ed anche poco originale in fin dei conti.
Iain M. Banks - L'Impero di Azad
Autore: Iain M. Banks
Editore: Nord
Pagine: 368
Voto: 4/5
Pagina di Anobii
Trama del libro:
Jernau Morat Gurgeh è uno dei più grandi giocatori che la Cultura abbia
mai avuto, maestro insuperabile nella sua arte, è praticamente
imbattibile in ogni competizione. Ma vincere sempre può essere piuttosto
deprimente... per fortuna c'è qualcuno nell'universo della Cultura
incaricato di scovare, investigare e, se è il caso, contattare altre
civiltà, e sembra proprio che stavolta abbia trovato qualcosa che faccia
al caso di Gurgeh... perché l'ultima scoperta è l'Impero di Azad, una
misteriosa e potentissima civiltà a più di centomila anni luce di
distanza in un angolo sconosciuto dell'universo, dove è stato creato un
gioco talmente complesso e sfuggente, così rigorosamente modellato sulle
regole dell'esistenza che il vincitore diventa... imperatore. Tuttavia
Gurgeh non teme di accettare la nuova sfida e si accinge ad affrontare
il lungo viaggio verso quel mondo strano e sinistro dove lo attende
Azad, il supremo fra tutti i giochi dell'universo. E sarà una partita
così importante che Gurgeh non potrà assolutamente rischiare di
perdere... ma si può realmente vincere nel gioco di Azad?
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
22:42
0
commenti
Etichette:
Ciclo della Cultura,
fantascienza,
Iain M. Banks,
libri,
utopia
Rabbia per Wikipedia
E' incredibile ed atroce. Giusto questa mattina scrivevo sulla sospensione di Nonciclopedia e stasera arrivo a casa, e mi trovo chiusa anche Wikipedia. La vergogna assoluta è che non siamo ancora in dittatura. Lo fossimo stati magari ci sarebbe stata una motivazione plausibile. Ovviamente è soltanto una protesta, da parte del sito per urlare al mondo, o almeno agli italiani, che i nostri legislatori stanno cercando di imbavagliarci tutti. Il disegno di legge sulle intercettazioni infatti è qualcosa di mortale per qualsiasi tipo di sito internet, Wikipedia compresa (forse, sebbene non ne sia così convinto). Roba da Cina, da Cuba, da Siberia, da Germania nazista. Roba da matti. O da chiodi.
Riporto integralmente tutto il comunicato:
Riporto integralmente tutto il comunicato:
martedì 4 ottobre 2011
No Vasco no Vasco... Io non ci casco
Foto di ANSA di un nonno rimbambito che sembra Vasco |
Il segreto dei suoi occhi (2009)
Regia: Juan Josè Campanella
Anno: 2009
Titolo originale: El secreto de sus ojos
Voto: 5/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Il voto dato a caldo sarebbe molto più alto, ma se ci si ferma un attimo a pensare ed a valutare vengono fuori dei punti deboli difficilmente sostenibili. Ok per il finale che riesce a liberare gli spettatori da un senso di oppressione e di ingiustizia. Ma come ci siamo arrivati? Semplicemente con una trama debole e frettolosa ed un miscuglio di generi quali drammatico, romantico, thriller, commedia che si danno repentinamente il cambio. L'ambientazione atipica, tutta argentina, ci permette di uscire dai soliti schemi dei film hollywoodiani o europei ed anche la prova degli attori è molto importante. Purtroppo è la storia ad essere debole e con troppe forzature, una dietro l'altra. Un omicidio con stupro, risolto senza alcuna prova concreta, solo grazie ad uno sguardo immortalato da un paio di vecchie fotografie; una caccia all'uomo risolta grazie ad alcuni "indizi" messi a caso in forma epistolari e riguardanti la passione per il calcio; un reo confesso messo in condizione di forte stress emotivo grazie a qualche offesa sulla sua mascolinità. Tutto questo condito che alcune parti ironiche e da commedia, una storia d'amore mai espressa esplicitamente ed una giustizia malata e corrotta che lascia a piede libero gli assassini. Troppi buchi temporali fini a sè stessi, ed il senso di appagamento finale dovuto ad una giustizia fai da te, acclamata con quel buon senso di vendetta leggermente sadica che fa ben sperare. Un film tuttavia buono ed interessante.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
09:38
0
commenti
Etichette:
drammatico,
film,
Juan Josè Campanella,
thriller
lunedì 3 ottobre 2011
Le Vite Degli Altri (2006)
Regia: Florian Henckel von Donnersmarck
Anno: 2006
Titolo originale: Das Leben der Anderen
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Anno: 2006
Titolo originale: Das Leben der Anderen
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
Davvero un bel film drammatico che racconta la Germania Est durante gli anni ottanta. Crudo ed asfissiante il controllo che la STASI opera sulle vite dei cittadini berlinesi, che non lascia ben poche vie di scampo. Corruzione ed abusi di potere, fino a pochi anni fa nel cuore di un'Europa forse troppo cieca. Le vite degli altri sono sempre spiate e piegati ai più biechi interessi personali piuttosto che a quelli relativi alla dittatura comunista. Il bello di questo lungometraggio è il senso di sfiducia che anche il più retto dei funzionari può avere. L'unica via di fuga è data da chi gioca sporco pur essendo all'interno. I controllati non sempre sanno dei controllori, e questi ultimi possono andare contro le regole per un proprio senso di giustizia. Si sottolinea inoltre quanto i traditi non siano solo i comuni cittadini, quanto anche gli stessi aguzzini (forse per necessità) che si sentono traditi e stuprati da un modello macabro e per giunta spietato. Al di là della trama, molto interessante, sebbene debole nel finale (troppo poco sanguigna, troppo teutonica), da premiare il comportamento degli attori, decisamente credibili. Le emozioni, soprattutto quelle relative alle paure, anche solo di raccontare una barzelletta, sono tangibili e lasciano un profondo senso di odio per le dittature. Disprezzo allo stato puro, pur senza alcun tipo di scena violenta.
Pubblicato da
Jack O. Lyroid
alle
00:59
0
commenti
Etichette:
drammatico,
film,
Florian Henckel von Donnersmarck,
storico
sabato 1 ottobre 2011
Videosorveglianza online con Cammster
Avere una webcam non è utile solo per far fare video chiamate con Skype, Gtalk e simili. Come ho già avuto modo di descrivere, un altro utilizzo che si può fare è quello relativo ad una videosorveglianza fai da te grazie a Yawcam. Il software è molto personalizzabile e completo, ma presenta comunque alcuni limiti ed è maggiormente improntato sul controllo piuttosto che sul tenerci informati in tempo reale su quanto accade. Per questo motivo può essere interessante utilizzare anche un servizio online gratuito, Cammster che ci avvisa quando la webcam ad esso collegata rileva un movimento.Non è necessario nessun tipo di software da installare, per questo motivo la compatibilità con ogni tipo di computer (perchè connesso in rete) è ampissima. Non ci resta che determinare la webcam che vogliamo utilizzare (anche più di una) ed impostare la sensibilità relativa al movimento da registrare. Ogni volta che verrà rilevato qualcosa di strano il servizio scatterà delle istantanee e ci avviserà tramite email. Da lì sarà possibile vedere la galleria appena fatta. Un'altra caratteristica interessante è quella dell'attivazione di un segnale acustico, che può fungere come una sorta di allarme. Oltre che controllare tutta la cronologia fotografica direttamente dal sito, possiamo anche impostare il caricamento delle immagini sul proprio account di RapidShare o DropBox. Per quest ultimo verrà creata un'apposita cartella "Cammster" con all'interno un archivio zippato.
Iscriviti a:
Post (Atom)