sabato 22 marzo 2025

Danko (1988)


Regia: Walter Hill
Anno: 1988
Titolo originale: Red Heat
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies
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Film:
 "Danko"è uno di quei film che, pur non brillando per profondità o innovazione, riesce a incastrarsi perfettamente nel cuore di chi ha vissuto gli anni Ottanta. Per chi ha oggi 40-50 anni, come me, è un pezzo di storia cinematografica che, per quanto non imprescindibile, è impossibile dimenticare. Perché? Perché racchiude tutti gli elementi di quel decennio, quelli che ci facevano sognare e ci facevano sentire invincibili: azione, personaggi "larger than life", e una trama che si poggiava su un'onda di adrenalina.

Il film è un miscuglio di stereotipi tipici dell'epoca: un capitano delle milizie sovietiche, il carismatico (sic) Arnold Schwarzenegger, che deve affrontare una missione tanto pericolosa quanto banale, la cattura di un criminale fuggito in America. La trama, diciamolo, non è nulla di che: l'eterna lotta tra il bene e il male, ma con un mix di accento slavo (in originale manca la battuta su Danko nato stanco, ma si risponde con un "prego" per rispondere a quello che sembrava un "danke") e l'esplosività tipica dei film d'azione. Ma è proprio questa sua semplicità a renderlo un cult. Mentre i critici non si sono mai sbilanciati sul suo valore artistico, per chi è cresciuto in quel periodo, "Danko" è qualcosa di più: è la memoria di un'epoca, insieme ad altre pellicole con Stallone o Gibson.

La cosa curiosa, però, è che il film ha avuto una ricezione differente a seconda del pubblico. In Russia, dove il film fu distribuito con il titolo "Red Heat" (Calore Rosso), molti lo considerarono come una sorta di "sveglia" culturale, poiché mostrava la possibilità di un legame tra il supereroe americano e il brutale e macho personaggio russo. Un'idea audace per l'epoca della Guerra Fredda, che ha fatto breccia nel cuore degli spettatori russi, negli anni finali della dittatura.

Inoltre, alcuni aneddoti sulla produzione ci parlano delle difficoltà che l’attore principale affrontò sul set, dovute non solo alle sequenze d'azione, ma anche alla chimica con il co-protagonista James Belushi. Nonostante le apparenze, i due hanno dovuto lavorare molto sulla loro affinità, vista la differenza di stili recitativi. Schwarzenegger, rigorosamente addestrato e abituato a ruoli solitari, trovò difficoltà ad adattarsi a un copione dove la sua figura doveva integrarsi con quella del più comico e disinvolto Belushi. Ma, alla fine, la loro combinazione fu vincente e divenne uno degli aspetti più apprezzati del film.

Un altro dettaglio interessante riguarda i titoli di testa del film. Alcune lettere, come la N e la R, sono invertite come se fossero allo specchio, un effetto visivo che richiama immediatamente i caratteri cirillici. Questo dettaglio, pur essendo una scelta stilistica minore, aggiunge un tocco di autenticità e si inserisce perfettamente nel contesto della Guerra Fredda, suggerendo l’influenza sovietica e l’atmosfera di tensione tra le due potenze.

Al di là delle scene d’azione e delle espressioni scontate, "Danko" riesce comunque a portare con sé un piccolo, ma significativo messaggio di tolleranza e di sfida alle convenzioni politiche e sociali del tempo. Un film che ci fa riflettere su come l’improbabile alleanza tra due mondi (quello americano e quello sovietico) non sia poi così lontana dalla realtà.

Oggettivamente, "Danko" non è un film che rientra nella lista dei capolavori del cinema, ma per chi ha avuto il privilegio di vederlo nella propria camerina negli anni Ottanta, è un vero e proprio viaggio nei ricordi. E ogni volta che lo guardo, non posso fare a meno di sorridere pensando a quella sensazione di essere in un mondo dove la giustizia e la forza sembravano l'unico antidoto alla follia. Così, tra un'esplosione e un'inquadratura un po' datata, "Danko" rimane per me un film che non stanca mai, un po' come quei vecchi dischi che, nonostante il tempo, ci riportano sempre agli stessi posti.

Ecco, per quanto non sia un capolavoro assoluto, è una di quelle pellicole che mi fa sentire a casa, un tuffo nostalgico che non posso negare.

Edizione: bluray
Versione bluray in amaray verde della collana Gli Implacabili, con audio italiano in DTS HD MA e nessun extra

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